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A noi questa scuola piace!

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5 novembre 2008

Gentile direttore,

In queste settimane in cui si sente tanto parlare di riforma della scuola, di scioperi e di manifestazioni con prese di posizione contro le modifiche che tale riforma apporterà, anche noi, genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare di Voldomino, desideriamo far sentire la nostra voce per dire innanzitutto l’esperienza positiva che i nostri figli stanno vivendo in questi anni con la cosiddetta “scuola a moduli” o con la figura dell’insegnante prevalente (non unica !).

Nella nostra realtà di piccola scuola, quest’impostazione (che prevede tre insegnanti su due classi oltre agli specialisti di lingua inglese e religione cattolica) e che l’ennesima riforma vorrebbe modificare, a nostro avviso è ben funzionante ed ha molti aspetti positivi. Ne elenchiamo alcuni:

– Gli alunni sono valutati da più insegnanti, che si confrontano sul giudizio da esprimere e sulla linea educativa da seguire, soprattutto in presenza di problemi di relazione o comportamento;

– I bambini svolgono tante attività parallele e complementari a quelle tradizionali: questo fa sì che loro amino la scuola.
E’ormai ribadito in tutti gli ambiti educativi, che oggi i bambini imparano in modo diverso rispetto al passato in quanto sono sin da piccoli immersi in un mondo di immagini, messaggi e sollecitazioni diversi da quelli di trent’anni fa. Oggi, quindi, non basta più la classica “lezione”, ma i bambini imparano meglio e memorizzano più facilmente concetti e nozioni se partecipano in modo attivo, raggiungendo un risultato attraverso vari percorsi (raccolta dati, lavoro al computer, attività creative ed espressive con immagini e cartelloni, uscite didattiche). Proprio riguardo alle uscite didattiche, la possibilità di compresenza di più insegnanti permette ai bambini di essere più seguiti perché suddivisi in piccoli gruppi.

– Con la suddivisione delle materie d’insegnamento, ogni maestra può “specializzarsi” meglio nelle materie in cui è più incline, svolgendo quindi il suo lavoro con competenza, ma anche con più passione. Questo ovviamente si ripercuote in modo positivo sugli alunni.

Temiamo che con il ritorno alla ”maestra unica” non sarà possibile continuare a realizzare tutto ciò, soprattutto in previsione di un aumento del numero massimo degli alunni a 30 per classe come prevede la riforma e la riduzione a 24 ore settimanali di lezione.
Quest’ultimo aspetto poi crea notevoli problemi alle famiglie con entrambi i genitori che lavorano perché non saprebbero dove lasciare i figli di pomeriggio.
Anche la prospettiva di formare classi così numerose ci preoccupa, sia perché le scuole piccole potrebbero essere chiuse per essere accorpate ad altre, sia perché capiamo la difficoltà per un insegnante a gestire in modo ottimale una classe con così tanti alunni !

Vorremmo ricordare a chi fa le leggi che le maestre lavorano con bambini, non di deve dimenticare che l’insegnamento è un meraviglioso servizio alla persona e come tale dovrebbe sempre essere sorretto da una passione educativa che si pone alla base di questa delicata professione.
E’ riduttivo, demotivante e rischioso applicare alla scuola la logica aziendale della produttività e dei tagli indiscriminati alla spesa per motivi di “budget”.

Nella scuola gli “utili” e i “guadagni” non si leggono nei bilanci, ma negli occhi dei nostri figli che ogni giorno vanno a scuola volentieri e sereni; la “produttività” e la qualità del servizio reso sono testimoniati dalla loro preparazione.
Certo è importante evitare sprechi, ma una società che ha a cuore il suo futuro deve investire denaro ed energie nella scuola, perché è lì che si formano gli uomini ed i cittadini di domani.

Un gruppo di genitori dei bambini della scuola elementare di Voldomino.

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