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Bici elettriche a Varese…che delusione

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24 aprile 2011

Caro direttore,
da cicloamatore incallito, non ho perso l’occasione di andare a provare la bicicletta elettrica che da alcuni giorni viene noleggiata (fino al martedì dopo Pasqua, gratuitamente) ad un euro l’ora allo IAT, dietro a Corso Matteotti. Vi racconto la mia esperienza. Purtroppo l’iniziativa al momento non è affatto pubblicizzata; non esiste materiale illustrativo, le biciclette non sono visibili perché riposte all’interno dell’ufficio e gli impiegati, benché molto gentili e disponibili, non sono informati sui prodotti e sulle effettive funzionalità.
Il mio test si scontra subito con due ostacoli insormontabili.
Il primo è dato dalla totale assenza di percorsi ciclabili protetti nella nostra città e dalla conseguente mancanza di abitudine degli automobilisti a considerare e a rispettare questo fantastico mezzo di locomozione.
Il secondo aspetto negativo è dato dal fatto che vengono messe a disposizione biciclette di concezione obsoleta, del tutto fuorvianti per chi volesse rendersi conto delle enormi potenzialità di questo tipo di mezzo. Pesano moltissimo (per intenderci, è come viaggiare con una normale bici e 15 Kg. di spesa nel cestino), quindi sono poco sicure in frenata ed hanno batterie pesanti, con tutti gli svantaggi del caso. Sarebbe stato di gran lunga più interessante poter utilizzare bici di ultima generazione e di alta qualità che, benché più costose, offrono prestazioni che rendono l’utilizzo come una superba alternativa all’automobile per l’uso giornaliero, negli spostamenti casa-lavoro, nel divertimento.
Per avere un’idea di che cosa intendo, ecco un video illustrativo:
http://www.youtube.com/watch?v=o6xO_5D7lnc&feature=player_embedded
Va chiarito, a chi non conosce questi mezzi, che non si tratta di bici elettriche che vanno da sole, ma bici a pedalata assistita, che non agiscono se non si pedala. Altrimenti si tratterebbe di motorini, con tutte le conseguenze del caso in termini di divieto di circolazione nelle aree pedonali, targa, ecc.
Con una bici di buona qualità non è un problema quasi per chiunque, ad esempio, raggiungere il Sacro Monte dal centro città.
Con questo tipo di mezzi si infligge un definitivo colpo di grazia alla leggenda metropolitana che vuole Varese come "una città inadatta all’uso delle due ruote".
La dimostrazione è data da città del Nord Europa, assai simili morfologicamente a Varese (es. Berna), dove l’uso della bicicletta e le relative strutture che lo consentono hanno già decenni di vita e di straordinaria efficacia. Non basta però venire unicamente a conoscenza di queste possibilità; occorre sradicare una mentalità e per questo occorre competenza e coraggio.
Talvolta non servirebbe nemmeno costruire delle piste ciclabili ma semplicemente convertire, a costo zero, percorsi esistenti.
Per esempio: a Varese sarebbe assai semplice estendere l’area pedonale alla moltitudine di viuzze che girano attorno al centro e a Corso Matteotti, adibire una corsia delle quattro esistenti (Via Sanvito Silvestro e Via Crispi) per andare in bici dalla zona dello stadio al centro, permettere ed invitare con opportuna segnaletica l’utilizzo delle corsie riservate agli autobus, con opportuna istruzione agli autisti.
E poi ci vorrebbe l’istruzione e la divulgazione. A partire dalle scuole.
I vantaggi di un’operazione del genere sono molteplici e senza alcun lato negativo! Ne beneficeremmo tutti, di destra e di sinistra, grandi e piccini.
Concludo con un appunto sui reali vantaggi dell’uso della bicicletta e della pedonalizzazione del centro: diminuzione drastica dell’inquinamento, velocità negli spostamenti in centro (15 Km/h per le auto – fino a 25 Km/h con una bici elettrica – nessuna necessità di trovare parcheggio), risparmio drastico (una bici in alluminio con 21 cambi costa meno che sei mesi di assicurazione di un SUV), attività fisica (quindi benefici alla salute, all’umore e alla socialità), ripopolazione della città e conseguente aumento della sicurezza, desiderio di esplorare luoghi sconosciuti a contatto con la natura e non con le lamiere delle auto, aumento del commercio (al contrario di ciò che si pensa, le pedonalizzazioni incrementano le vendite di un buon 20%), e via dicendo.
Concludo ricordando che un eccellente portabiciclette da applicare al portellone della propria auto (es: http://www.thule.com/en-gb/BE/Products/BikeCarriers/RearDoor/Thule%20ClipOn%20High%209105.aspx)
costa circa 200 Euro e consente di lasciare l’auto in periferia e proseguire in bici per le vie del centro. Con questo sistema ho visitato molte città d’Europa con il massimo del piacere e della comodità.
Ripeto: il vantaggio è per tutti, e senza effetti collaterali.

Claudio Farinone

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