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Considerazioni sulla crisi economica

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22 novembre 2008

In questo periodo di profonda crisi che colpisce indistintamente l’economia di buona parte del pianeta,vorrei focalizzare l’attenzione su due questioni che pochi analisti stanno considerando.
Nessuno ritiene prioritario il problema demografico,anzi in Italia si sostiene da più parti che la natalità sia inferiore alle aspettative e che sia un male per il nostro sviluppo. Forse non tutti sanno che nel nostro paese c’è una densità di popolazione superiore alla tanto vituperarata Cina. Senza considerare,inoltre,l’orografia del nostro apese che non viene tenuta in considerazione nei calcoli geografici di densità.In alcune zone metropolitane come in Lombardia le città si susseguono una dietro l’altra senza soluzione di continuità e capire se un palazzo faccia parte di una città o di quella successiva lo si evince solo dal cartello stradale,alcune molte volte assente.Si è costruito anche vicino alla bocca di un cratere attivo come il Vesuvio dove in caso di eruzione si debbono evacuare 250mila persone.
E’ vero che oggi nascono meno bambini rispetto al dopo guerra ma l’aspettativa di vita è parecchio aumentata così da 45 milioni di abitanti negli anni 45/50 siamo a quasi 60 milioni ai giorni nostri ,senza considerare l’apporto numerico dato dagli stranieri regolari saliti a 4 milioni e quelli irregolari che ammontano a circa 2,5 milioni.Mi domando come faremo a garantire a tutti i servizi essenziali come la sanità pubblica dove già adesso siamo al limite della decenza.Se prima si moriva per mancanza di terapie,macchinari e medicine che la scienza in decenni di ricerca ci ha dato,ora moriremo per sovraffollamento e per la mancanza di accesso alle strutture perchè insufficienti rispetto al numero di abitanti.Mancanza di strutture che vanno a colpire le persone con i redditi più bassi perchè coloro che sono abbienti di questa sovrappopolazione che soffoca il territorio non ne risentono minimamente visto che possono curarsi in strutture private, pagandosi di tasca propria le relative cure necessarie.
Stesso discorso per le risorse naturali.Se si crede che siano infinite e che il sovrapopolamento del pianeta sia una condizione non incidente si sbaglia di grosso.E’ proprio l’aumento della popolazione che ha creato un tasso di inquinamento sempre maggiore con le conseguenti devastanti in fatto di ambiente.Le generazioni passate hanno creato il benessere e dato un tenore di vita elevato senza però porre l’attenzione sui limiti da seguire in fatto inquinamento e sostenibilità e senza capire che la nostra terra non può sopportare più di un certo numero di abitanti ,visto che tutti,giustamente ,hanno il diritto all’accesso alle risorse e ad avere un tenore di vita decoroso.
La seconda questione che viene sottaciuta ,soprattutto in Italia,come rimedio alla recessione economica è l’ abolizione dei privilegi e colpire in maniera adeguata le illegalità.
Da alcuni mesi, dopo la pubblicazione del libro di Stella “La casta”,si è fatto un gran parlare dei privilegi dei parlamentari e degli sprechi che si fanno coi soldi pubblici per tutto ciò che concerne il costo della politica italiana.Bene,benissimo tagliamo tutti questi sprechi,rendiamo più efficiente la pubblica amministrazione in generale ,altra sacca di spreco di denaro pubblico,tuttavia se si vuole dare a un colpo definitivo alla maggior parte delle”caste” che uccidono l’economia italiana,si devono abolire tutti gli ordini professionali.Si abolisca l’ordine dei notai con i relativi costi assurdi che il cittadino comune ha l’obbligo di sobbarcarsi per una semplice pratica(i costi li conoscono tutti ma facciamo un esempio per tutti:costo di una successione ereditaria semplice 1500 euro-8 paginette con pochi dati da inserire che richiedono pochi minuti di lavoro).Si abolisca l’ordine dei giornalisti muro insuperabile per molti giovani(come ero io) che vorrebbero campare facendo questa professione,visto che per diventare giornalisti professionisti occorre lavorare due anni in una redazione regolarmente assunti e poi dare un esame che certifichi non si capisce bene che cosa,quando dovrebbero essere i lettori a sancire chi è in grado di comunicare notizie ed opinioni.
Si abolisca l’ordine dei farmacisti che crea niente altro che una discriminazione tra coloro che hanno la “grana” per acquistare la bottega dove si vende di tutto tra cui anche un numero enorme di medicine di varie case farmaceutiche ma che potrebbero ricondursi solamente a pochi tipi visto che cambia la marca ma poi molti medicinali hanno lo stesso principio attivo.E la preparazione del farmaco da parte del titolare della farmacia che è appunto un medico che ha svolto gli studi universitari deputati a tale fine?Beh,se ne trovate uno che svolge ancora questa attività ,comunicatemelo;è più raro della neve a ferragosto a Rimini.
Questi privilegi notate bene non sono scalfiti da nessun provvedimento di governo di destra o di sinistra che sia,tutti che hanno le loro lobbies in Parlamento che se ne guardano bene da imboccare una strada veramente liberale e riformista.
Si prendano provvedimenti e si facciano controlli minuziosi contro la piaga del lavoro nero che è anche causa di gravi incidenti che colpiscono i lavoratori perchè dove c’è illegalità non c’è la sicurezza.Si applichi la stessa norma di chi affitta in nero agli extracomunitari cioè la confisca dell’immobile,anche ai datori di lavoro che assumono extracomunitari e non, in nero o con un salario sotto i minimi contrattuali stabiliti dagli accordi tra le parti sociali o definite dalle norme statali (se non ci sono ,facciamole),confisca dell’azienda e poi vedremo se veramente abbiamo bisogno di centinaia di migliaia di straneri perchè i “nostri non fanno più certi lavori”e gli imprenditori “fanno fatica a tirare avanti”,sì, altrimenti come fanno a investire nei paradisi fiscali i loro lauti guadagni o a comprarsi le barche da 40 metri o ad andare a scuola per diventare piloti di aerei od elicotteri,o comperare le ville nei posti più esclusivi del pianeta,ma non hanno neppure lontanamente la sensibilità che avevano gli industriali della metà del secolo scorso che costruivano le abitazioni per i loro dipendenti,le case ferie,le colonie marine,montane,gli asili le scuole professionali,i centri sportivi ecc,come ricompensa per tutti i loro “collaboratori”che contribuivano alla buona riuscita della loro “IMPRESA” .Tutto ciò deve essere a carico dello Stato che deve anche intervenire con gli ammortizzatori sociali in tempo di crisi.E così noi siamo dei lavativi,”schiene fredde”,non siamo le “forze fresche” del paese.Sarebbe meglio dire che gli italiani non fanno certi lavori con uno stipendio che non gli permetterebbe di vivere nemmeno per 15 giorni.Si investano i soldi pubblici per assumere nuovi ispettori del lavoro che controllino se le normative vengono rispettate ,visto la maggior parte dei nostri rappresentanti politici sostengono che mancano i controlli perchè l’organico di chi è deputato a controllare le aziende non è sufficiente;bene, credo che sia una spesa che comporterebbe nel tempo un notevole introito per le casse dell’ erario e migliorerebbe la condizione economica e di sicurezza di tutti i lavoratori con conseguente beneficio per l’economia in generale.Si dice che non ci siano i soldi poi si decide di aiutare le banche in agonia per salvare i cittadini correntisti e i loro risparmi.Bene, benissimo ma se il provvedimento era necessario ,tuttavia è un provvedimento monco.Si doveva fare come nella ultra-liberale Inghilterra che ha nazionalizzato le banche a cui venivano concessi prestiti a fondo perduto.
Sempre in tema di banche e manager pirateschi e di come far ripartire l’economia con norme severe ed etiche,introdurre le norme del sistema americano dove chi sbaglia paga anche con la galera ,quella dura ,vera dove gli anni inflitti dalla giustizia devono essere scontati nelle case circondariali fino all’ultimo giorno senza sconti,indulti,grazie,semi-libertà,ecc.e dove i cittadini vittime di questi raggiri sono risarciti dagli stessi banchieri con i loro averi.
Ma siamo sicuri che si voglia tutto questo ?
Siamo sicuri che la crisi economica debba essere affrontata da tutti ,indistintamente,o sempre e solo da chi non ha potere e da chi non ha mia goduto di privilegi o che non ha mai fatto parte di una casta?
Vediamo se il vento sta cambiato veramente se un po’ di etica e di giustizia soffieranno nella giusta direzione.

Massimo Puricelli , Legnano(MI)

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