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Due piccioni con una fava! Utopia? Non proprio

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26 luglio 2017

La situazione giudiziaria italiana è la più malconcia d’Europa per quanto riguarda la durata dei processi sia penali e sia civili, il che comporta per la Cittadinanza un costo economico e finanziario non indifferente. Inoltre più lunga è la durata del processo più aumenta, ovviamente, la parcella dell’avvocato. Questo meccanismo ha comportato anche un aumento spropositato del numero degli avvocati. In alcune zone è aumentato talmente che, per ragioni concorrenziali, sta avvenendo la contrazione delle parcelle e di contro l’aumento delle citazioni: l’avvocato propone la citazione in giudizio del padrone del cane che ha alzato la gambetta vicino la ruota della macchina del proprio cliente. Oppure si cita in giudizio l’insegnante che al bulletto della classe ha fatto scrivere sulla lavagna “sono un deficiente”.

Nel corso degli anni la situazione è andata peggiorando sino ad arrivare a quella odierna che, rapportata a tutti gli altri Paesi europei, è diventata paradossale. Facciamo qualche esempio con la Francia: In Italia, con una popolazione di circa 61 milioni di abitanti, vi sono 250.000 avvocati; In Francia, che ha 66 milioni di abitanti, vi sono 60.000 avvocati. Vi rendete conto dello squilibrio ? Se consideriamo la media procapite del reddito annuo di un avvocato di 70.000 Euro in Italia (anche se denunciano molto meno) abbiamo una spesa sociale di 17 miliardi di Euro. Di contro in Francia, a parità del presunto reddito, la Cittadinanza spende poco più di 4 miliardi di Euro.

Se dovessimo portare, gradualmente, il numero dei nostri avvocati da 250.000 a 100.000 (resta comunque quasi il doppio rispetto alla Francia) avremmo un risparmio annuo di 10 miliardi di Euro, e non è poco.

Il problema è come ridurre il numero degli avvocati ! Molti potrebbero transitare, con appositi concorsi, nell’organico dei giudici, dei cancellieri e del personale amministrativo (questi ultimi due molto carenti). In tal modo si accorcerebbero sensibilmente i tempi dei processi e molti di essi si potrebbero concludere per direttissima o con rito abbreviato. Molti altri potrebbero essere assorbiti, sempre con appositi concorsi, nei vari ruoli di tutta la Pubblica Amministrazione. Inoltre andrebbe inculcata nella mente di molti avvocati una maggiore etica professionale. No ai processi a tutti i costi ! Favorire le conciliazioni, come ad esempio avviene in Francia (chi vuole saperne di più legga le regole del processo civile francese (http://www.unicost.eu/centro-studi- nino-abbate/diritto-internazionale/le- regole-del- processo-civile- francese.aspx). Con apposita riforma del Codice di Procedura Civile, e magari anche del Codice di Procedura Penale, si potrebbe evitare la presenza di avvocati per alcune controversie (le parti espongono i fatti ed il Giudice emette la sentenza, come avviene nelle cause della trasmissione televisiva FORUM di Canale 5). Teniamo presente che le spese legali e giudiziarie in genere sono tra i primi costi improduttivi per l’economia di un Paese.

Come diminuire questi costi improduttivi ? Meno avvocati e un po’ più di giudici, cancellieri e personale amministrativo; Uguale a: processi più brevi e meno costosi. Penso però che molti Avvocati non saranno d’accordo e, per interessi propri, gli Ordini degli Avvocati e la loro Cassa di Previdenza sarebbero contrari alla diminuzione del numero degli avvocati !

Martino Pirone

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