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L’ennesimo supermercato

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25 novembre 2008

Egregio direttore,
vedo sul vostro giornale le immagini dell’inaugurazione del “nuovo nato” in via Lazio e non capisco cosa ci sia di così speciale in un “evento” del genere da chiamare a raccolta politici e giornalisti.. e perciò volevo fare due riflessioni su questa apertura:
In sé i supermercati non sono un male : tutt’altro, rappresentano un servizio alla residenzialità;
La diffusione delle strutture di vendita dentro la città (e non solo, come avveniva in precedenza, nella fascia extraurbana) porta quasi a concepire il supermercato come servizio di quartiere raggiungibile dai suoi utenti nel raggio di brevi spostamenti (senza auto, quindi in bici o a piedi) e quindi in grado di rispondere alle esigenze di consumo riducendo i problemi di congestione e inquinamento da traffico.
Però, tra gli aspetti più fortemente negativi della rete sempre più fitta di supermercati alimentari a Varese ed in Italia, c’è senza dubbio quello di un’esasperazione del modello di iperconsumo alimentare con la sua altra faccia inquietante che è quella del l’iperspreco . (in tempi di crisi poi..!)
addirittura infatti, si è calcolato che in un anno, su scala nazionale i supermercati buttano via un milione e mezzo di tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile (altro che l’operazione di facciata della colletta alimentare!), vale a dire quanto servirebbe a sfamare due milioni di famiglie per lo stesso periodo. E ciò a fronte del fatto che esiste una quota consistente della popolazione sotto o al limite della soglia di povertà e il cui potere d’acquisto è inadeguato per garantire un livello di alimentazione sufficiente.
ed una soluzione potrebbe essere la seguente: Sovrapporre la rete dei supermercati alimentari a quella delle nuove povertà urbane: garantire la raccolta della merce commestibile e non commerciabile (magari solo perchè scaduta da poche ore o peggio, in scadenza nei giorni successivi!) e la ri-distribuzione gratuita alle fasce di popolazione bisognosa. Ciò avviene già in alcune città ad opera di associazioni benemerite come il banco alimentare o i ” last minute market ” che a costi molto bassi o gratuitamente, raccolgono gli “scarti” commestibili dei supermercati e li “smaltiscono” in tempo reale presso le strutture di accoglienza che li ridistribuiscono in forma di pasti ai poveri.
Sapete se anche a varese avviene una cosa del genere ?
in conclusione poi, volevo fare un’altra osservazione.. ma per migliorare la qualità della viabilità cittadina, (come in questo caso l’ulite a llargamento della stessa via lazio angolo via cadore) perchè bisogna sempre scendere a “compromessi” con le società che gestiscono le grandi catene di supermercati ? (vedi anche caso iper belforte o coop casbeno) ed un’ultima cosa mi chiedo, riallacciandomi anche alle recenti lettere che citavano la famosa frase di Gandhi (La grandezza di un popolo ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli Anima-li..) quand’è che si vedrà un supermercato finalmente senza l’indegno e reprorevole reparto “esposizione cadaveri” cioè la più comune macelleria ??

grazie

Manuele Mariani

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