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Non speculiamo anche noi sui bambini di Gaza

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8 gennaio 2009

Egr. Direttore,

Mi piacerebbe proprio sapere da quali fonti il sig. Alberto Gelosia ha tratto le informazioni sulle quali ha basato le considerazioni esposte nella sua lettera “I bambini di Gaza” http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id_articolo=13766
Io, pur non essendo esperto, conosco altre cose delle quali non tiene conto, chiunque d’altronde può conoscerle leggendo libri e scritti di autori che non siano al soldo della propaganda israeliana, come ad esempio Ilan Pappe, Amira Hass, Gideon Levi ecc. ecc., per citare solo autori israeliani; o leggere qualche articolo di Robert Fisk, inglese , forse il il giornalista più esperto sui temi mediorientali al mondo, come ad esempio: http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6913 (Nel seguito aggiungo una mini bibliografia).
Aggiungo alcune considerazioni molto molto essenziali, così come mi vengono in mente.
Hamas è stato notoriamente finanziato dagli stessi israeliani contro l’OLP… poi gli è scappato di mano. I palestinesi non odiano Hamas, tanto è vero che lo hanno eletto con elezioni democratiche (cosa detta anche a Varese da un ex ministro Israeliano), probabilmente le più democratiche di tutto il mondo arabo, e certificate da stuoli di osservatori internazionali. Lo hanno eletto dopo decenni di speranze che hanno portato solo ad essere sempre più presi in giro e derubati di terre, acqua, diritti umani (di spostamento ad esempio), da parte degli israeliani.
Tra l’altro Hamas aveva attuato per mesi una tregua degli attentati terroristici sperando di poter ottenere un dialogo con Israele, ma Israele, come noto, Hamas lo vuole eliminare, non ci vuole dialogare (salvo pretendere di essere riconosciuto da Hamas come stato).
Gli Israeliani però non erano d’accordo ad accettare l’esito di queste elezioni, hanno sostenuto allora Abu Mazen contro Hamas e quindi hanno fatto di tutto per rendere Hamas odiabile dai palestinesi. In pratica hanno ridotto ad un carcere Gaza per punire i palestinesi che avevano votato Hamas.
Per due anni Hamas ha cercato di trattare la fine dell’assedio a Gaza ed ha rispettato una tregua difficilissima da gestire, perchè quando riduci alla disperazione un milione e mezzo di persone per anni e anni, non si può sperare che tutti, proprio tutti, se ne stiano tranquilli a subire.Nel frattempo Israele, o direttamente o lasciando fare ai “coloni”, ha continuato la politica di espansione delle “colonie” sui territori palestinesi della Cisgiordania, la distruzione degli uliveti, la demolizione delle case, le vessazioni quotidiane; ha continuato con la costruzione del muro e delle strade fortificate che hanno diviso il territorio palestinese in tanti piccoli Bantustan (tra l’altro rendendo così di fatto impossibile la formazione del fantomatico stato palestinese, la famosa soluzione dei due stati, che tutti i filoisraeliani dicono di volere perchè sanno che non si potrà mai realizzare).
Di questa situazione di quotidiana frustrazione e danneggiamento che i palestinesi subiscono da 40 anni ovviamente nessuno parla. Se ne parla solo se qualcuno si ribella con atti terroristici, per dire che sbaglia. E’ vero che sbaglia, ma qual’è l’alternativa? Subire per altri 40 anni? Molti se ne sono andati all’estero; purtroppo per Israele ci sono molti palestinesi che, o per testardaggine o per impossibilità reale, hanno deciso di rimanere, nonstante tutto, a casa loro.
Tutte queste cose sono scritte anche su relazioni dell’ONU o di altri organismi internazionali indipendenti (ad esempio: la relazione Dugart, inviato dell’ONU, sul rispetto dei diritti umani nei territori occupati palestinesi, relazione del tutto oscurata dai nostri giornali:
http://www.saverianibrescia.com/missione_oggi.php cercare il dossier gennaio 2007 (il sito è in rifacimento, attualmente questo è il link diretto al dossier gennaio 2007 ); il libro dell’ex presidente americano Jimmy Carter “Palestine – Peace not Apartheid”, non è un estremista comunista che brucia le bandiere di Israele!).
Certo anche i palestinesi sbagliano, perchè ad esempio tirare dei razzi artigianali che per fortuna raramente ammazzano qualcuno ma fanno molta paura e riescono solo ad attirarsi la disapprovazione unanime di tutto il mondo? Questo anch’io non lo capisco. Probabilmente perchè non sanno proprio cos’altro fare, tanto peggio di così non può andare (per parafrasare un famoso libro di Amira Hass) o forse perchè sono strumentalizzati dall’Iran? E’ possibile, ma come si può pretendere che non si affidino a qualcuno che offre aiuto, se tutto il resto del mondo di fronte a 60 anni di sopraffazione ti volta le spalle? In ogni caso teniamo conto dell proporzioni: “I razzi fatti in casa di Hamas hanno ucciso solo 20 israeliani in otto anni, ma un blitz di un giorno da parte dell’aviazione israeliana che uccide quasi 300 palestinesi è solo la norma” ci ricorda Robert Fisk – http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6869.
La realtà è che mentre tutti dicono che Israele ha diritto di esistere e sostengono questo diritto nei fatti, ben pochi dicono che questo diritto ce l’hanno anche i Palestinesi e ancora meno nei fatti lo sostengono. Diritto di vivere, non si sopravvivere come un fastidioso incomodo.

Giovanni Aletti

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