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Quando a scuola la “ginnastica” è proficua

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30 giugno 2011

Egregio direttore,

sono un’insegnante della scuola Primaria Guglielmo Marconi dell’Istituto Comprensivo Varese 5. Le scrivo perché desidero domandarle la cortesia di pubblicare questa lettera allo scopo di mettere a conoscenza, i suoi lettori, della bella esperienza che la collaborazione fra MIUR, CONI e l’Amministrazione Comunale di Varese ha permesso di fare agli allievi della scuola Marconi.

Quando la nostra Preside, Lorena Cesarin, aveva presentato domanda al MIUR, per poter accedere al Progetto di Alfabetizzazione Motoria, non abbiamo avuto fortuna, ma grazie all’intervento del Comune di Varese e alla perseveranza della Dirigente Scolastica siamo riusciti a godere di tale op portunità.

Dal 14 febbraio al 31 maggio anche nella scuola in cui lavoro ha preso il via questo splendido progetto di Alfabetizzazione Motoria che si proponeva l’obiettivo di promuovere e trasmettere il valore della pratica sportiva nel tessuto sociale come fattore socializzante, di coesione e di sviluppo culturale.

Il progetto ha visto coinvolte tutte le classi dalla prima alla quinta per 2 ore settimanali ciascunaL’attività svolta da un esperto istruttore, diplomato ISEF, si è sviluppato in collaborazione con l’insegnante responsabile di Scienze Motorie e Sportive di ogni equipe pedagogica.

Fin dalle prime lezioni, i miei colleghi ed io, abbiamo potuto apprezzare la preparazione e la competenza dell’istruttore, Claudio Calandrino, scelto dalla responsabile del CSI di Varese, sig.ra Mapelli, che si è dimostrato anche molto educato, responsabile, meticoloso e collaborante.

Tutte le attività proposte agli alunni erano proporzionate alla loro età e capacità motorie, erano divertenti, ma soprattutto motivanti e coinvolgenti. Ogni alunno ha avuto modo di sviluppare le proprie capacità motorie senza annoiarsi, senza sentirsi discriminato, ma, piuttosto, coinvolto e al centro dell’attenzione dell’esperto, dell’insegnante e dei compagni. Anche i bambini con difficoltà motorie, più o meno pronunciate, hanno evidenziato dei miglioramenti ad ogni livello e ciò ha avuto una buona ricaduta anche in diversi contesti.

I bambini, gratificati dal coinvolgimento totale e costante in ogni attività, fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, hanno ritrovato o aumentato la propria autostima, rinnovando interesse e attenzione anche in attività non strettamente legate alla disciplina sportiva.

Claudio Calandrino ha permesso ad ogni allievo di sentirsi parte integrante e protagonista di ogni lezione, invitandoli ininterrottamente a provare liberamente ogni esercizio proposto, a spiegare come e dove si poteva intervenire per migliorarne l’esecuzione e a modificarli o arricchirli in modo creativo.

In particolare ha fatto comprendere ad ogni studente che oltre ad essere in grado di eseguire e di sviluppare esercizi motori atti a promuovere la conoscenza e le abilità del proprio corpo, erano anche in grado di collaborare con gli altri, aiutare chi non era in grado di far da solo, eseguire meglio e correttamente gli esercizi presentati. La collaborazione, la relazione con gli altri e il rispetto reciproco e delle regole, sono stati i temi ricorrenti di ogni lezione e di ogni gioco proposto dall’esperto.

Devo osservare e sottolineare che questa esperienza si è rivelata estremamente proficua e spero vivamente che il progetto prosegua, come previsto, anche per i prossimi due anni.

In conclusione desidero ringraziare, anche a nome dei miei colleghi, il Ministero e il Coni che hanno promosso questo progetto, gli Amministratori del Comune di Varese che hanno stanziato i fondi per allargare le possibilità di partecipazione al progetto, la sig. ra Mapelli per aver selezionato e istruito dei validi esperti e la Preside dell’Istituto Comprensivo Varese 5 per la sua perseveranza che ci ha consentito di essere inseriti nel progetto.

Infine ringrazio anche Lei, direttore, per l’attenzione e per lo spazio che vorrà concedere a questa lettera.

Cordialmente saluto

Maria Letizia Nobile

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