Ritardo “causa fermata Expo”
15 Ottobre 2015
A rimetterci siamo sempre noi pendolari, noi lavoratori e studenti che quotidianamente scegliamo di muoverci con i treni e gli altri mezzi pubblici invece che con le auto.
Aiutati dai maggiori quotidiani, i toni enfatici degli addetti stampa di Trenord si sprecano “Un nuovo record per i treni di Trenord diretti a Expo con 83 mila passeggeri trasportati nella sola giornata di mercoledì 7 ottobre, dopo i 69 mila del 12 settembre”.
E nei sottotitoli ribadiscono e vantano anche come “I visitatori dell’Esposizione si aggiungono ai pendolari diretti ai luoghi di lavoro, alle università e alle scuole superiori.”
Per una volta, però, dimentichiamo i toni trionfalistici da Impero e concentriamoci esattamente sui numeri, sugli oltre 5 milioni di passeggeri trasportati da e verso Expo.
“Seicentoquindici treni al giorno fra Trenitalia (236 corse al giorno, di cui 148 Frecce) e Trenord (379 corse fra regionali e suburbani), un passaggio ogni 3 minuti nell’arco di 20 ore” non significa affatto distribuire in maniera omogenea sul totale dei convogli il totale dei trasportati, ma avere dei picchi di affollamento esattamente negli orari di maggiore utilizzo da parte di lavoratori e studenti che giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, contribuiscono economicamente alle aziende di trasporto su rotaia.
E cosa ne ottengono in cambio di quanto corrisposto?
Aumenti dei biglietti e degli abbonamenti e diminuzione dei servizi e della qualità del trasporto.
Impressioni soggettive?
Non credo. E, in proposito, sempre attraverso numeri ufficiali delle aziende citate, basti vedere l’indice di (NON) puntualità raggiunto negli ultimi mesi.
Qualcuno dirà che abbiamo la possibilità di richiedere un bonus mensile, che in verità era preesistente a Expo e ai disservizi aggiunti e dunque indice di mala gestione e funzionamento del servizio ferroviario regionale, ma al lavoratore che ha l’obbligo di rispettare il proprio orario di lavoro, al giovane che ha un colloquio o un esame universitario, alla donna che vorrebbe recuperare i figli da asili e scuole prima che vengano lasciati fuori dai cancelli, a chi ha visite mediche prenotate da mesi, contratti da sottoscrivere, … a tutti quelli che … cosa diavolo volete che importi di una riduzione della spesa per il trasporto?
I pendolari recenti e attempati vogliono semplicemente il rispetto degli obblighi contrattuali, dei diritti acquisiti a seguito dell’acquisto anticipato di un titolo di viaggio. Chiedono una normale pulizia dei convogli, una naturale climatizzazione degli ambienti, una svizzera o almeno tedesca puntualità dei treni.
Inutile raccontare il ritardo, in ore e non minuti, sommato solo nel mese di ottobre e gli appuntamenti mancati, così come elencare il solito cahier de doléances delle quotidiane situazioni di “comfort”.
Cosa si poteva immaginare?
Magari di non far coincidere l’apertura mattutina di Expo con l’affollamento dei treni cosiddetti pendolari e, forse, non consentire sempre a tutti i treni la fermata Expo negli orari di rientro dei lavoratori e studenti recenti e attempati pendolari.
Ieri, l’annuncio a bordo del treno delle 17.32 e partito, come consuetudine ormai alle 17.42 da Milano Porta Garibaldi e diretto a Varese diceva “Stiamo viaggiando a velocità ridotta e con frequenti soste a causa dell’affollamento delle linee in prossimità della fermata di Expo”. Eravamo già in parte in piedi per mancanza di posti a sedere e solamente a Certosa dopo ben 30 minuti dalla partenza. Alla fermata di Expo sono salite diverse centinaia di persone e la domanda che più ci si poneva a bordo era “se Trenord stesse comunque garantendo un adeguato livello di sicurezza di quanti a bordo”, dato che evidentemente superavano di gran lunga il numero massimo consentito di trasportati per convoglio, specifica riportata nella targa apposta su ogni carrozza circolante.
Gianluca, Gallarate



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