Visitare le stanze del Museo Pogliaghi è come fare un tuffo nel passato e ripercorrere la personalità tanto attenta al classicismo, da un lato, quanto incuriosita dalle forme d’arte di ogni periodo e stile, dall’altra. Il cancello che introduce al giardino si scorge lungo la Via Sacra, mentre la casa, nascosta dalla vegetazione, si riesce ad ammirare in tutta la sua bellezza ed imponenza solo quando si varca l’ingresso.

La visita è un viaggio che spazia tra epoche e stili diversi grazie agli oggetti che Lodovico Pogliaghi amava collezionare, fino ad arrivare al cuore della sua casa, il grande atelier dove lavorava, dove spicca maestosa la grande porta del Duomo di Milano, il grande capolavoro dell’artista alla quale lavorò fra 1894 e 1908.

«L’apertura di un nuovo museo, chiunque sia il proprietario è sempre un momento di “festa” per la comunità locale e per il pubblico dei visitatori italiani e stranieri. Alla fase di conoscenza e della conservazione segue la conclusione logica della fruizione e valorizzazione di un bene» scrive Caterina Bon Valbassina, Direttore generale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, in occasione della riaperturea del Museo Pogliaghi. La festa per i varesini è doppia perché si restituisce alla comunità un ricchissimo patrimonio di un artista originale ed ecletticoe perché il Sacro Monte si arricchisce ancora di più, dopo l’ apertura al pubblico del Museo Baroffio oltre dieci anni fa.

Gli ambienti, che l’artista scelse per vivere e lavorare, oggi custodiscono un grande patrimonio fatto di opere dello stesso Pogliaghi e un vasto numero di oggetti che egli amava collezionare. Da sarcofaghi egizi a vasi greci, a statue neoclassiche fino a servizi di porcellana. La sua casa, maestosa e imponente, è lo specchio della curiosità che ha accompagnato la ricerca di questo artista, che alla sua morte donò alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana

«Parlare del legame tra Lodovico Pogliaghi e l’Ambrosiana significa innanzitutto ricordare i suoi rapporti – spiega Mons. Zappa Presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda biblioteca Ambrosiana – con Achille Ratti, futuro Papa Pio XIX. Si conobbero nel 1904 e proprio grazie a quell’incontro nacque la decisione di lasciare all’Ambrosiana la sua casa-museo del Sacro Monte».

Gli ambienti sono stati restaurati grazie anche al sostegno della Regione Lombardia come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Cristina Cappellini «Poco meno di un anno fa, grazie ad un sopraluogo, ci siamo resi conto dell’importanza di questo patrimonio e da lì la decisione di aiutare il recupero di questo Museo. Sono molto orgogliosa del lavoro svolto che ha portato rapidamente alla riapertura. Abbiamo fatto un grande regalo alla comunità varesina e lombarda in generale. Questa è la vera politica, quella della concretezza che contraddistingue la giunta di Regione Lombardia».

All’ inaugurazione era presente anche una nipote dell’artista Vera Pogliaghi, figlia di un fratello, che ha seguito la cerimonia con commozione.

Direttore del Museo sarà Mons. Alberto Rocca, delegato dalla Fondazione Ambrosiana per la casa-museo Pogliaghi.

La Collezione
Durante il restauro delle cappelle del Sacro Monte di Varese, Pogliaghi rimase stregato – come molti prima di lui – dalla tranquillità e dalla bellezza di questa terra. Qui decise di acquistare un terreno nel 1885 sul quale iniziò a costruire la villa alla quale lavorò quotidianamente e alacremente fino alla morte sopraggiunta nel 1950. Concepì l’abitazione come un laboratorio-museo dedicato al ritiro, allo studio e all’esposizione del frutto della sua passione collezionistica. L’edificio, progettato dallo stesso Pogliaghi, riflette il gusto ecclettico dell’epoca e l’interesse del proprietario verso tutte le forme d’arte, con sale ispirate ai diversi stili architettonici e un giardino all’italiana costellato di antichità e oggetti curiosi.
Nell’arco di sessant’anni Pogliaghi raccolse una prestigiosa e consistente collezione di opere d’arte comprendente preziosi reperti archeologici egizi, etruschi e di epoca greco-romana (ceramica, sarcofagi, statuaria, glittica, vetri),pitture e sculture databili tra il Rinascimento e l’epoca barocca (tra cui statue lignee del XV e XVI secolo, una scultura del Giambologna e tele di Procaccini, Magnasco e Morazzone), una ricca collezione di tessuti antichi europei e asiatici (eccezionale la collezione di tappeti), pregiati arredi, curiosità e oggetti bizzarri da tutto il mondo. Accanto alla sua collezione – allestita con gusto personale tendente all’horror vacui – la villa conserva bozzetti, gessi, disegni e materiali di lavoro di Pogliaghi, tra cui gli splendidi gessi originali della porta maggiore del Duomo di Milano. In totale la villa ospita più di 1500 opere tra dipinti, sculture e arti applicate e circa 580 oggetti archeologici.
La villa, donata da Pogliaghi alla Santa Sede nel 1937 e oggi di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stata aperta come museo dal 1974 e sino agli anni 90 del novecento.
L’allestimento, progettato per questa nuova apertura, propone di avvicinarsi il più possibile alle scelte dell’artista, secondo un allestimento del 1955, conservando l’originale e personalissima disposizione degli oggetti e delle opere, come prescritto dallo stesso Pogliaghi.

 

L’artista
Lodovico Pogliaghi (Milano, 1857 - Varese, 1950) fu uno dei più significativi artisti lombardi vissuti a cavallo tra Ottocento e Novecento,tuttavia ancora poco noto tanto nella sua città natale, dove lavorò e insegnò all'Accademia di Brera, quanto a Varese, dove soggiornò prevalentemente a partire dal 1885 e morì all'età di 93 anni.
Artista poliedrico, pittore e scultore oltre che orafo, decoratore e scenografo, fu sempre fedele alla tradizione classica e allo studio dei grandi maestri del passato. Conquistò la fama aggiudicandosi il concorso per la realizzazione della porta maggiore del Duomo di Milano, alla quale lavorò fra 1894 e 1908 dalla sua casa al Sacro Monte di Varese, dove ancor oggi si conservano i gessi originali.
Lavoratore instancabile, univa una facile ispirazione a una eccezionale preparazione tecnica e culturale, una volontà tenace a una resistenza formidabile, una scrupolosa acutezza di esecuzione a un’estrema rapidità di creazione. Il suo percorso artistico è stato permeato da un’intransigente fedeltà alla tradizione e da una rigida disciplina accademica. Dibattuto tra gli ultimi aneliti del tardo Romanticismo e qualche timida apertura alla sensualità Liberty, Pogliaghi resterà sostanzialmente escluso dai movimenti rivoluzionari e dalle avanguardie che tra fine Ottocento e la metà del Novecento cambiarono completamente il volto dell’arte europea. Egli fu artista nel senso rinascimentale del termine, dedito com’era al costante affinamento virtuosistico delle sue abilità tecniche ed espressive.
Accanto alla figura del Pogliaghi artista si staglia quella del Pogliaghi ricco borghese e colto e raffinato collezionista. Una passione per antichità e bizarrerie di tutte le epoche e terre che ha presto reso la sua abitazione al Sacro Monte di Varese un eclettico scrigno di tesori, una preziosa wunderkammer tardo ottocentesca.

 

Casa Museo Pogliaghi
Via Beata Giuliana 5,
Santa Maria del Monte in Varese
 

Contatti
info@casamuseopogliaghi.it
+39 3288377206+39 3288377206

A
pertura al pubblico da sabato 10 maggio 2014
Biglietti di ingresso:
Intero €4
Ridotto gruppi scolastici e adulti (gruppo sopra le 15 persone): €3
Biglietto Famiglia (2 adulti + 2 bambini): €10
Cumulativo Casa Museo Pogliaghi + Museo Baroffio: €5
Residente Santa Maria del Monte: gratuito
Orari di apertura:
da 15 marzo a 15 novembre:
 - apertura nei week end (sabato, domenica e festivi): 9 - 18
 - aperture straordinarie serali nei mesi da giugno ad agosto (sarà pubblicato calendario specifico delle serate di apertura)
 - per gruppi su prenotazione apertura in qualsiasi giorno della settimana

 

Servizi aggiuntivi:
 - visita guidata inclusa nel biglietto di ingresso nelle fasce orarie 10, 11, 12, 14, 15, 16  e 17 (sabato, domenica e festivi)
- bookshop
 - visita guidata gruppo adulti o scuole (solo Casa Museo): €60  (gruppo max 25 persone)
 - visita guidata gruppo adulti o scuole (Casa Museo e Viale delle Cappelle - mezza giornata): €80  (gruppo max 25 persone)
- visita guidata gruppo adulti o scuole (Casa Museo, Viale delle Cappelle, borgo e Museo Baroffio) €160  (gruppo max 25 persone)
 - domenica mattina: visita guidata per singoli e/o famiglie con partenza dalla prima cappella alle ore 9.30: €10/cad. (comprensivo di  visita guidata e biglietto d'ingresso alla Casa Museo)

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La visita è un viaggio che spazia tra epoche e stili diversi grazie agli oggetti che Lodovico Pogliaghi amava collezionare, fino ad arrivare al cuore della sua casa, il grande atelier dove lavorava, dove spicca maestosa la grande porta del Duomo di Milano, il grande capolavoro dell’artista alla quale lavorò fra 1894 e 1908.

«L’apertura di un nuovo museo, chiunque sia il proprietario è sempre un momento di “festa” per la comunità locale e per il pubblico dei visitatori italiani e stranieri. Alla fase di conoscenza e della conservazione segue la conclusione logica della fruizione e valorizzazione di un bene» scrive Caterina Bon Valbassina, Direttore generale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, in occasione della riaperturea del Museo Pogliaghi. La festa per i varesini è doppia perché si restituisce alla comunità un ricchissimo patrimonio di un artista originale ed ecletticoe perché il Sacro Monte si arricchisce ancora di più, dopo l’ apertura al pubblico del Museo Baroffio oltre dieci anni fa.

Gli ambienti, che l’artista scelse per vivere e lavorare, oggi custodiscono un grande patrimonio fatto di opere dello stesso Pogliaghi e un vasto numero di oggetti che egli amava collezionare. Da sarcofaghi egizi a vasi greci, a statue neoclassiche fino a servizi di porcellana. La sua casa, maestosa e imponente, è lo specchio della curiosità che ha accompagnato la ricerca di questo artista, che alla sua morte donò alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana

«Parlare del legame tra Lodovico Pogliaghi e l’Ambrosiana significa innanzitutto ricordare i suoi rapporti – spiega Mons. Zappa Presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda biblioteca Ambrosiana – con Achille Ratti, futuro Papa Pio XIX. Si conobbero nel 1904 e proprio grazie a quell’incontro nacque la decisione di lasciare all’Ambrosiana la sua casa-museo del Sacro Monte».

Gli ambienti sono stati restaurati grazie anche al sostegno della Regione Lombardia come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Cristina Cappellini «Poco meno di un anno fa, grazie ad un sopraluogo, ci siamo resi conto dell’importanza di questo patrimonio e da lì la decisione di aiutare il recupero di questo Museo. Sono molto orgogliosa del lavoro svolto che ha portato rapidamente alla riapertura. Abbiamo fatto un grande regalo alla comunità varesina e lombarda in generale. Questa è la vera politica, quella della concretezza che contraddistingue la giunta di Regione Lombardia».

All’ inaugurazione era presente anche una nipote dell’artista Vera Pogliaghi, figlia di un fratello, che ha seguito la cerimonia con commozione.

Direttore del Museo sarà Mons. Alberto Rocca, delegato dalla Fondazione Ambrosiana per la casa-museo Pogliaghi.

La Collezione
Durante il restauro delle cappelle del Sacro Monte di Varese, Pogliaghi rimase stregato – come molti prima di lui – dalla tranquillità e dalla bellezza di questa terra. Qui decise di acquistare un terreno nel 1885 sul quale iniziò a costruire la villa alla quale lavorò quotidianamente e alacremente fino alla morte sopraggiunta nel 1950. Concepì l’abitazione come un laboratorio-museo dedicato al ritiro, allo studio e all’esposizione del frutto della sua passione collezionistica. L’edificio, progettato dallo stesso Pogliaghi, riflette il gusto ecclettico dell’epoca e l’interesse del proprietario verso tutte le forme d’arte, con sale ispirate ai diversi stili architettonici e un giardino all’italiana costellato di antichità e oggetti curiosi.
Nell’arco di sessant’anni Pogliaghi raccolse una prestigiosa e consistente collezione di opere d’arte comprendente preziosi reperti archeologici egizi, etruschi e di epoca greco-romana (ceramica, sarcofagi, statuaria, glittica, vetri),pitture e sculture databili tra il Rinascimento e l’epoca barocca (tra cui statue lignee del XV e XVI secolo, una scultura del Giambologna e tele di Procaccini, Magnasco e Morazzone), una ricca collezione di tessuti antichi europei e asiatici (eccezionale la collezione di tappeti), pregiati arredi, curiosità e oggetti bizzarri da tutto il mondo. Accanto alla sua collezione – allestita con gusto personale tendente all’horror vacui – la villa conserva bozzetti, gessi, disegni e materiali di lavoro di Pogliaghi, tra cui gli splendidi gessi originali della porta maggiore del Duomo di Milano. In totale la villa ospita più di 1500 opere tra dipinti, sculture e arti applicate e circa 580 oggetti archeologici.
La villa, donata da Pogliaghi alla Santa Sede nel 1937 e oggi di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stata aperta come museo dal 1974 e sino agli anni 90 del novecento.
L’allestimento, progettato per questa nuova apertura, propone di avvicinarsi il più possibile alle scelte dell’artista, secondo un allestimento del 1955, conservando l’originale e personalissima disposizione degli oggetti e delle opere, come prescritto dallo stesso Pogliaghi.

 

L’artista
Lodovico Pogliaghi (Milano, 1857 - Varese, 1950) fu uno dei più significativi artisti lombardi vissuti a cavallo tra Ottocento e Novecento,tuttavia ancora poco noto tanto nella sua città natale, dove lavorò e insegnò all'Accademia di Brera, quanto a Varese, dove soggiornò prevalentemente a partire dal 1885 e morì all'età di 93 anni.
Artista poliedrico, pittore e scultore oltre che orafo, decoratore e scenografo, fu sempre fedele alla tradizione classica e allo studio dei grandi maestri del passato. Conquistò la fama aggiudicandosi il concorso per la realizzazione della porta maggiore del Duomo di Milano, alla quale lavorò fra 1894 e 1908 dalla sua casa al Sacro Monte di Varese, dove ancor oggi si conservano i gessi originali.
Lavoratore instancabile, univa una facile ispirazione a una eccezionale preparazione tecnica e culturale, una volontà tenace a una resistenza formidabile, una scrupolosa acutezza di esecuzione a un’estrema rapidità di creazione. Il suo percorso artistico è stato permeato da un’intransigente fedeltà alla tradizione e da una rigida disciplina accademica. Dibattuto tra gli ultimi aneliti del tardo Romanticismo e qualche timida apertura alla sensualità Liberty, Pogliaghi resterà sostanzialmente escluso dai movimenti rivoluzionari e dalle avanguardie che tra fine Ottocento e la metà del Novecento cambiarono completamente il volto dell’arte europea. Egli fu artista nel senso rinascimentale del termine, dedito com’era al costante affinamento virtuosistico delle sue abilità tecniche ed espressive.
Accanto alla figura del Pogliaghi artista si staglia quella del Pogliaghi ricco borghese e colto e raffinato collezionista. Una passione per antichità e bizarrerie di tutte le epoche e terre che ha presto reso la sua abitazione al Sacro Monte di Varese un eclettico scrigno di tesori, una preziosa wunderkammer tardo ottocentesca.

 

Casa Museo Pogliaghi
Via Beata Giuliana 5,
Santa Maria del Monte in Varese
 

Contatti
info@casamuseopogliaghi.it
+39 3288377206+39 3288377206

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pertura al pubblico da sabato 10 maggio 2014
Biglietti di ingresso:
Intero €4
Ridotto gruppi scolastici e adulti (gruppo sopra le 15 persone): €3
Biglietto Famiglia (2 adulti + 2 bambini): €10
Cumulativo Casa Museo Pogliaghi + Museo Baroffio: €5
Residente Santa Maria del Monte: gratuito
Orari di apertura:
da 15 marzo a 15 novembre:
 - apertura nei week end (sabato, domenica e festivi): 9 - 18
 - aperture straordinarie serali nei mesi da giugno ad agosto (sarà pubblicato calendario specifico delle serate di apertura)
 - per gruppi su prenotazione apertura in qualsiasi giorno della settimana

 

Servizi aggiuntivi:
 - visita guidata inclusa nel biglietto di ingresso nelle fasce orarie 10, 11, 12, 14, 15, 16  e 17 (sabato, domenica e festivi)
- bookshop
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 - visita guidata gruppo adulti o scuole (Casa Museo e Viale delle Cappelle - mezza giornata): €80  (gruppo max 25 persone)
- visita guidata gruppo adulti o scuole (Casa Museo, Viale delle Cappelle, borgo e Museo Baroffio) €160  (gruppo max 25 persone)
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