Disperdere le ceneri si può, ma la cremazione diventa a pagamento

Soddisfazione per la legge che autorizza la dispersione delle ceneri in natura. Ma la normativa contiene anche un elemento negativo

Dal 14 aprile scorso disperdere le ceneri si può. Dopo trent’anni di attesa, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge che abolisce l’art. 411 del codice penale e che, appunto, vietava di spargere le ceneri funerarie in natura. Soddisfazione è stata espressa dalla Federazione Italiana per la Cremazione che, però, lamenta la mancata approvazione del regolamento di polizia mortuaria che darebbe effettiva attuazione alla normativa. "È da circa un anno che attendiamo il nuovo regolamento – commenta Ambrogio Vaghi presidente della So. Crem Varese – è bloccato alla Conferenza Stato Regioni per l’opposizione di alcune regioni. Anche la Lombardia pone degli ostacoli in quanto la politica in materia sanitaria propende per il privato, ma il tema in questione mal si concilia con indirizzi privatistici."
Intanto, nelle more dell’approvazione, la So.Crem si è attrezzata :"Ai nuovi iscritti chiediamo se intendono disperdere le proprie ceneri dopo la cremazione: in caso di risposta affermativa, noi garantiamo la conservazione. Una volta che sarà approvato il regolamento, la stessa richiesta verrà inoltrata a tutti gli iscritti."
Proprio domenica scorsa, i soci della So.Crem si sono riuniti  per parlare del testo di questa normativa che, recita la relazione finale, "..pone l’Italia alla pari degli altri paesi euorpei".  Un giudizio sostanzialmente positivo, se non fosse per una modifica sostanziale che rischia di azzerare tutti i benefici. La cremazione, d’ora in poi, sarà praticata gratuitamente solo per gli indigenti, mentre per gli altri cittadini, i comuni si riservano la definizione di una tariffazione. A Varese è stata adottata la cifra stabilita a livello nazionale e che è di 730 mila lire.  Un vero colpo basso, recita il comunicato, se si pensa ai vantaggi che l’incremento della pratica crematoria potrebbe apportare sia in tema di realizzazione sia in quella di mantenimento della sepoltura e gestione dei cimiteri.
La So. Crem, quindi, invita i comuni a devolvere i fondi risparimati dalla cessata gratuità per realizzare nuovi crematori o ammodernare quelli esistenti. Nella nostra provincia, per esempio, esiste un unico forno crematorio al cimitero di Giubiano. Un impianto, per la verità, all’avanguardia sia per la presenza di ben 20 celle frigorifere, sia per le tre salette a disposizione dei dolenti dove vegliare la salma, ma che comunque , a volte, come sottolinea Vaghi, riesce a smaltire nell’arco di qualche giorno le richieste in quanto il forno serve anche l’alto milanese privo di un impianto ad hoc.

Per chi fosse interessato a conoscere il testo integrale del provvedimento può consultare il sito del parlamento italiano all’indirizzo internet www.parlamento.it/parlam/leggi/eleletip.htm

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Pubblicato il 22 Maggio 2001
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