“L’Italia ha bisogno di una sinistra forte”
Grande successo alla festa dell'Unità. Il popolo diessino, oltre 200 persone, si ritrova a discutere del partito, ma non solo, con Livia Turco
Tre ore filate di dibattito. Un successo per la festa dell’Unità di Cocquio Trevisago. Tanta gente così non si vedeva da tempo a un dibattito. E che dibattito. Tanti militanti arrabbiati perché all’alba della mezzanotte è stato tolto il microfono alla platea per dare ancora oltre mezz’ora di tempo a Livia Turco per rispondere alle domande.
È stato uno psicodramma collettivo. Un momento di confronto forte sullo stato del partito, sulla sconfitta elettorale, sui fatti di Genova, sulle prospettive future e sul prossimo congresso. Poca polemica con il Governo Berlusconi e tanta voglia di confrontarsi. Per capire la voglia e il bisogno di confrontarsi basti pensare alla presenza di militanti e semplici cittadini che sono arrivati da tante zone diverse della provincia.
Hanno aperto la serata gli interventi di Gianni Mariani, responsabile dei Ds della zona e Manolo Marzaro, ex sindaco di Cittiglio e candidato al collegio del Senato per l’Ulivo.
Due interventi attenti ad aprire il dibattito sul partito, ma tesi ad interrogarsi su cosa fare. Una sintesi di tante analisi l’ha fatta proprio Marzaro dicendo che i Ds "devono recuperare una dimensione ideale". Da qui è stata poi fatta una lettura della realtà del territorio dove si è in presenza di una forte ricchezza, quasi nessun problema di ordine pubblico e di immigrazione, ma malgrado ciò i cittadini hanno paura, una paura reale, ovviamente psicologica, ma a cui serve dare una risposta.
L’intervento della Turco è stato tutto incentrato sul bisogno di riprendere a fare politica e di esser presenti. "Il partito deve stare in campo. Se non lo farà la sua presenza sembrerà sempre più inutile". L’ex ministro ha esaminato le ragioni della sconfitta elettorale, ma ha anche ribadito che l’asse scelto è quello di una sinistra di governo. Una sinistra di cui il Paese ha molto bisogno e che ora si deve attrezzare per riprendere una battaglia di opposizione, ma sempre attenta alla propria cultura. La Turco ha parlato poi dei fatti di Genova senza timore di entrare nelle contraddizioni e difficoltà che il suo partito sta vivendo. Si è detta arrabbiata con se stessa per non aver posto con maggiore forza il fatto che i Ds non possono restare senza guida politica fino al prossimo congresso. Su questo è stata molto chiara. "dobbiamo esaltare ciò che ci unisce e non le poche cose che ci dividono". Vuole perciò un dibattito anche forte, ma che sia solidale, che non porti a inutili spaccature.
Il pubblico ha più volte applaudito ed è scattato compatto quando la relatrice ha nominato Enrico Berlinguer. Molto più fredda la platea con D’Alema. "Voi sapete che io passo per una Dalemiana di ferro…" e così ha risposto a chi le chiedeva conto dell’importante leader. "Ci vuole un massimo investimento nell’Ulivo, ma al tempo stesso rafforzare i partiti perché questa posizione non ha alcuna contraddizione, anzi è l’elemento di forza del nostro far politica".
Un intervento appassionato, chiaro di quasi un’ora. Poi la parola ai cittadini, militanti, dirigenti locali. Tante domande, tante riflessioni che si sono chiuse nelle parole degli organizzatori… "ma quanto tempo era compagni che non ci trovavamo così in tanti a discutere…".
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