“CGIL più unita, occorre continuare dialogo con le altre forze sindacali”

Varese – Il 14° congresso della CGIL conclusosi a Rimini sabato scorso commentato dal segretario provinciale Ivana Brunato

“Un buon congresso, che si è concluso unitariamente e dove nell’itinere dei lavori il superamento delle mozioni minoritarie ha ulteriormente compattato il sindacato portando alla riconferma di Sergio Cofferati alla guida della CGIL”. Con queste parole Ivana Brunato commenta di primo acchito il congresso conclusosi lo scorso 9 febbraio a Rimini. Un congresso che ha unito la CGIL, quindi, rafforzata sulla base del dibattito che si è svolto sui temi centrali del sindacato e soprattutto in merito alla necessità di far trasparire all’esterno le motivazioni per le quali si sono prese posizioni forti contro le linee di Confindustria del Governo. Questo per quanto riguarda le questioni interne al sindacato, ma veniamo ai rapporti con CISL e UIL. “In questo ambito non sono emerse idee di prevaricazione o di convinzione che la nostra linea sia più giusta rispetto a quella di altri – ha continuato Ivana Brunato. Tuttavia si è consolidata l’idea di una posizione forte che la CGIL deve prendere rispetto ai diritti sanciti su materie come il fisco, la previdenza, la sanità e la scuola e naturalmente le tutele del lavoratore. Proprio quando le scelte in questi ambiti toccano così profondamente lavoratori e pensionati è opportuno dare un segnale deciso e soprattutto non cambiare la proprie linea in assenza di risultati concreti rispetto alle decisioni del governo. In questo sono illuminanti le dichiarazioni di Coffertati quando afferma “dobbiamo capire cos’è cambiato” riferendosi ai motivi che inducono le altre organizzazioni sindacali a fermarsi quando si parla dell’eventuale ricorso allo sciopero contro le modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, modifiche per le quali il governo non sta cedendo di un passo. Il cammino in questo tema è iniziato assieme e così deve continuare”.
Quindi in merito ai rapporti con le altre forze sindacali quale messaggio è passato nel corso del congresso?
“Direi che si è ritenuta prioritaria la ricerca di soluzioni che uniscano il mondo sindacale, per dar vita ad una ripresa di un percorso unitario, ma, se questo non fosse possibile, ogni organizzazione deve scegliere la strada del dialogo coi lavoratori prendendo tutte le misure, nessuna esclusa, per costringere il governo a cambiare i provvedimenti”.
Quali altre problematiche sono emerse nel corso del Congresso?
” Certamente il rapporto con i giovani e la questione della libertà personale. Nel primo caso essenziale e di sicuro interesse è stato l’insieme degli interventi promossi da alcuni giovani – studenti e lavoratori – che hanno parlato alla platea, offrendo importanti spunti ai delegati. In special modo per quanto riguarda il mondo del lavoro atipico, è emersa la necessità di avere più sindacato. In merito alla questione della libertà, una tavola rotonda composta da numerosi intellettuali, da Paolo Silos Labini a Lella Costa, da Dacia Maraini a Lidia Ravera, ha denunciato la presenza di una preoccupante restrizione, nemmeno tanto nascosta, delle libertà personali”.
Il congresso è in pratica coinciso col Forum Mondiale di Porto Alegre, in Brasile. Quali rapporti col mondo no global da parte del sindacato?
“Da parte della CGIL è presente una grande attenzione nei confronti di questo movimento, e da Seattle in poi abbiamo sempre promosso un osservatorio sulle questioni inerenti la globalizzazione e i problemi che ne derivano. Al Forum Sociale Mondiale eravamo presenti come osservatori: dal documento conclusivo del congresso è emersa anche la necessità di passare da osservatori ad un confronto con un movimento di grande autonomia ma che al contempo rappresenta numerosi punti di contatto con altre organizzazioni che siano interessate a cambiare in meglio questo mondo”

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Pubblicato il 11 Febbraio 2002
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