Contestati piani urbanistici ma i cantieri non si arrestano

Terreno agricolo ad Arnate diventa edificabile tra le proteste. In via Cadolini, in pieno centro, via libera a un palazzone

Due progetti urbanistici sono stati fortemente contesati dalle opposizioni. Il governo del territorio, fin dalla scorsa amministrazione, è costante terreno di scontro tra il centrodestra e le altre forze politiche, e anche in questa occasione la frattura è stata evidente. Andrea Buffoni, leader della omonima lista civica, (in difficoltà per le defezioni a favore della maggioranza) ha inviato una lettera pubblica in cui chiedeva la sospensiva del progetto di piano integrato tra via Casati e via Marche, nel quartiere di Arnate. 
Come già in dicembre, Buffoni contesta l’opportunità che un terreno agricolo divenga edificabile senza reali necessità oggettive. Nella sua richiesta di sospensiva l’ex sindaco è stato ancora più pungente e preciso, provocando la reazione del sindaco Mucci, che ha annunciato di voler trasferire il documento immediatamente alla procura delle repubblica. Buffoni ritiene «pericoloso, ingiusto ed inaccettabile la trasformazione del verde in edificabile» di quel terreno, che potrebbe costituire un precedente grave. La perplessità nasce dal tempismo con cui nel marzo 1999 venne fatta la richiesta di variante. Dopo solo un mese infatti venne costituita l’immobiliare che tre giorni dopo avrebbe acquistato il terreno, per presentare poi una fulminea domanda di lottizzazione. Il progetto è già stato approvato una prima volta ed era in attesa di approvazione definitiva. Nel frattempo sono giunte alcune osservazioni contrarie di cittadini. In una di queste, ripresa da Buffoni, si contesta come la società immobiliare sia nata ad hoc per la lottizzazione e si ritiene che il bonus concesso ai proprietari non compensi adeguatamente la variazione di Prg. L’ex sindaco fa sue queste ragioni e avanza un sospetto. «Da informazioni pervenutemi – scrive – risulterebbe che il progetto in deliberazione sarebbe già oggetto di trattative per essere ceduto». Solo voci, dunque, ma tali, secondo Buffoni, da ritenere quantomeno inopportuna l’intera operazione che prevede la costruzione di una serie di villette a schiera. 
La sospensiva, appoggiata anche dalle altre liste civiche e dal centrosinistra, è stata rifiutata dalla Casa delle libertà. Nella votazione del progetto, la maggioranza è apparsa però spaccata. La Lega Nord (che da qualche tempo sta mandando messaggi di riottosità al sindaco) non era in aula, così come il capogruppo di An Fabio Castano, arnatese probabilmente poco convinto della misura. Si è astenuto dichiarando di votare per un principio di opportunità anche il consigliere dell’Udc Quintino Magarò. Forza Italia ha invece approvato l’operazione, insieme a Paolo Bonomi di An. 
Il mattone ha fatto molto discutere anche nella seduta della settimana scorsa del consiglio comunale. Il progetto di lottizzazione di via Cadolini, un palazzo all’altezza dell’albergo Europa, è stato contestato da Laura Floris Martegani dell’Ulivo. II centrosinistra, a dir la verità, ha fatto una precipitosa marcia indietro su questo progetto. Pierluigi Galli dei Ds ha spiegato che il suo schieramento non aveva espresso contrarietà al progetto perché il comune aveva garantito una contropartita con la consegna chiavi in mano del ricovero per famiglie in via Forza Armate. A tutt’oggi però i lavori non sono iniziati. Ma c’è una opposizione ancora più sostanziale, espressa proprio dall’architetto Floris. Il centro storico di Gallarate, la cosiddetta noce, non è opportuno che subisca modificazioni che stravolgano quell’aspetto medievale della topografia, su cui si è innestato un nucleo di palazzi ottocenteschi ancora di stile e dimensioni simili. Si tratta probabilmente dell’unica zona della città con una uniformità storica e topografica e il progetto di via Cadolini, ne stravolge in parte la conformazione originaria, con un palazzo moderno di altezza superiore ai caseggiati circostanti. Per la maggioranza, che ha infine approvato il piano, si tratta invece di un intervento giusto. Claudio Bartoli, il consigliere di Vivigallarate che più si oppose al progetto ha commentato l’approvazione definitiva con molta amarezza: «E’ un altro pezzo della nostra Gallarate che se ne va».

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Pubblicato il 06 Maggio 2002
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