Vecchio: «La verità? Tariffe che aiutano i deboli e non i ricchi»

L'assessore spiega il perché della fasce di reddito. «Chiederemo ai comuni limitrofi un contributo per i loro scolari»

Due mesi di incontri nelle scuole, poca partecipazione, ma tante discussioni. L’assessore alla pubblica istruzione Ivan Vecchio è deciso nel difendere la politica tariffaria della giunta e lo fa con una battuta: «Abbiamo fatto pagare di più ai ricchi per dare servizi ai poveri, una vera politica di sinistra, che detto da un uomo di centrodestra può sembrare strano ma è così». 
Allora assessore, come la mettiamo, la gente contesta le tariffe.
«Io ho fatto molti incontri sull’argomento, dichiarando tutta la mia disponibilità a spiegare la situazione. Partiamo dall’indicatore ISEE. Stiamo parlando di una legge nazionale e questo molti non l’hanno capito. Posso garantire che le fasce di reddito sono state fatte davvero bene, molti genitori non le hanno nemmeno viste».
Allora qual è il problema?
«Il problema è che c’è molta gente che non vuole presentare l’ISEE, dichiarando i propri redditi allo stato. Non presentando l’ISEE, si passa automaticamente in fascia alta».
Molti lamentano che gli aumenti coinvolgono quasi tutte le famiglie.
«Non mi pare. D’altronde le fasce di reddito parlano chiaro. 
Dopo il calcolo ISEE, chi ha un reddito pro capite inferiore a 4.200 euro paga dieci centesimi al giorno. Un prezzo irrisorio per aiutare soprattutto le ragazze madri. La seconda fascia prevede un costo di 2,84 euro (5.500 vecchie lire ovvero quanto si paga oggi) per redditi pro capite fino a 10.300 euro. La terza fascia costerà 3,36 euro (circa 6.500 vecchie lire) e sarà a carico di chi ha redditi pro capite fino a 18.100 euro. Pagherà 4,13 euro (circa 8.000 lire) solo chi ha reddito pro capite superiori a 18.100 lire; stiamo parlando, a conti fatti, di famiglie con redditi superiori ai 100 milioni. E’ aumentando i pasti a queste famiglie che noi possiamo abbattere i costi per chi ha davvero bisogno: cosa c’è di sbagliato? Dirò un’altra cosa. Per venire incontro anche a chi ha redditi alti, c’è un’ulteriore agevolazione: una famiglia che ha il primo figlio in quarta fascia può inserire il secondo in terza fascia, e se ha un terzo figlio, questo andrà in seconda fascia».
Però avete portato al costo massimo il pasto per i non residenti.
«E’ vero, ma il problema è che i loro comuni non investono in politiche scolastiche. Il 25 per cento dei nostri scolari viene da fuori e per noi è un costo. Comunque ho mandato una lettera a tutti i sindaci del circondario per vederci e trovare una soluzione. Ci incontreremo il 21 maggio, casualmente lo stesso giorno in cui il comitato vuole fare lo sciopero della mensa».

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Pubblicato il 09 Maggio 2002
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