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Sono oltre 60 mila gli obiettori di coscienza che prestano servizio in tutta Italia. In Provincia di Varese sono un migliaio che lavorano in Comuni, Croce Rossa, associazioni e fondazioni di volontariato del mondo del sociale e dell’assistenza. La fine della leva obbligatoria, nel 2007, è destinata a cambiare tutto. I ragazzi che fanno domanda di servizio civile (in sostituzione dei 10 mesi obbligatori per la leva), non saranno più costretti a farlo. Ad aggravare la situazione, è al vaglio del Parlamento la proposta del Ministro alla difesa, Antonio Martino, di anticipare entro il primo di gennaio del 2005 l’eliminazione del servizio di leva obbligatorio. Nei vari centri della Croce Rossa della provincia lavorano attualmente 115 obbiettori. Al Comune di Varese circa 40, a Tradate, Saronno, Cardano al Campo 20, la maggior parte dei quali impegnati nel settore dei servizi sociali e nelle biblioteche. Sono solo alcuni numeri che rispecchiano un dato nazionale. Il Ministero a Roma è già corso ai ripari ed è stato istituito il servizio civile volontario (www.seriziocivile.it), ma solo per le ragazze con un’età compresa tra i 18 e 26 anni. «Nel 2002 hanno riposto all’appello ben 9 mila ragazze – spiegano dal Ministero – È un risultato che non ci aspettavamo nemmeno noi, ma che speriamo aumenterà nei prossimi anni». Si tratta di un progetto in cui alle giovani ragazze viene corrisposta una retribuzione di 430 euro mensili per un anno. Qualche ragazza è stata già dislocata anche nella nostra provincia. Ogni ente, comune o associazione di volontariato, che necessiti di forze umane dovrà quindi presentare dei progetti che saranno poi vagliati dal Ministero. È imminente l’apertura del servizio civile volontario anche ai ragazzi. Nonostante le 9 mila ragazze, però, è molto difficile che il volontariato riesca a coprire il numero dei ragazzi che erano “costretti” a prestare 10 mesi di servizio. «Nel nostro centro ci sono 15 ragazzi che lavorano come obiettori – spiegano dalla Caritas Decanale di Varese – Con l’abolizione del servizio militare obbligatorio sarà tutto più difficile. Noi non ci siamo mai basati sull’apporto degli obbiettori e li abbiamo sempre affiancati a degli operatori qualificati. Certo sono una forza utile, ma stiamo già pensando a come affrontare il problema elaborando dei progetti che ci consentano di ottenere volontari anche per il futuro».
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