«Attenzione alla diga di Malnate, potrebbe provocare smottamenti»

La diga sull'Olona, alta 15 metri, dovrà essere realizzata nei prossimi anni. L'allarme dei consiglieri provinciali dell'Ulivo

«Attenti alle vasche di laminazione per il fiume Olona, occorrono verifiche altrimenti potrebbero anche provocare pericolosi smottamenti». È l’allarme lanciato dai consiglieri provinciali dell’Ulivo (Democratici di Sinistra, Margherita, Italia dei Valori e Rifondazione Comunista) che hanno visto i progetti riguardanti le future vasche di laminazione del fiume Olona, soprattutto di quella alta 15 metri che sarà realizzata nei prossimi anni a Malnate, ai cosiddetti Mulini di Gurone. Le forze di opposizione hanno così presentato alcune richieste di approfondimento. «Si tratta di un progetto prioritario e necessario – spiega Manolo Marzaro, dei Ds -. Occorre che il progetto prosegua con un alto livello di monitoraggio, vanno prese molte precauzioni per tutelare il territorio e i cittadini».

Le dighe sull’Olona, infatti, avranno lo scopo primario di evitare i disastri ambientali sempre più frequenti negli ultimi anni dovuti alle intense alluvioni. La diga permetterà di raccogliere l’acqua in eccesso, creando un grande lago artificiale. L’acqua sarà poi rilasciata con calma nei giorni successivi alle piogge. 
Secondo i rappresentanti dell’Ulivo, vi sono diverse situazioni da tenere sotto controllo. In primis la verifica degli aspetti geografico-territoriali: «Poiché l’intervento incide sicuramente sul territorio in cui andrà inserito, comportando tutta una serie di modificazioni alle componenti ambientali e alle attività antropiche si chiede una attenta valutazione alle situazioni critiche in caso di allagamento. La destinazione dei suoli interessati, i tracciati della viabilità, la regolazione degli sbarramenti, l’interferenza con le linee tecnologiche e impiantistiche, la tutela dell’"isola" dei mulini di Gurone dovranno essere attentamente considerati nelle loro complessità ed interazioni. Altrettanto costante dovrà essere il monitoraggio dei versanti delle vasche, soprattutto quelli in direzione di Varese, al fine di registrare ogni modificazione strutturale anche minima e, soprattutto, prevenirne ogni rischio nel tempo».

Nel mirino dell’Ulivo vi sono anche i tempi di realizzazione e le risorse economiche. I primi due milioni di euro sono già stati assegnati dalla Provincia. «Il secondo lotto funzionale dovrebbe partire una volta acquisiti altri 5 milioni di Euro da parte del Ministero dell’Ambiente spiegano i consiglieri di opposizione -. Lo stesso Ministero dovrebbe garantire poi, nel 2006, altri 5 milioni di Euro, che sommati ai 9 milioni erogati da Regione Lombardia, Provincia di Milano e Provincia di Varese consentirebbero il completamento dell’opera, se tutti gli Enti coinvolti erogheranno le somme previste. E’ prevedibile che l’opera non potrà essere inaugurata prima del 2008, se tutto funzionerà come da previsione. E’ allora necessario che da subito vengano attivate le altre quattro vasche di laminazione previste lungo l’asta del fiume Olona. La nostra speranza – spiegano dall’Ulivo – è che la Provincia metta in campo tutte le forze necessarie perchè questo progetto non rimanga incompiuto. Il rischio è alto». 

«Riteniamo inoltre che nel controllo dell’assetto idrogeologico – concludono i cosniglieri -, nelle opere di prevenzione e protezione lungo il fiume, debbano vedere coinvolti tutti gli Enti locali che vedono scorrere sul proprio territorio l’Olona. Particolarmente critico, infine, sarà l’impatto di questo progetto sul previsto percorso della Ferrovia della Valmorea. A meno di avveniristiche (e costosissime) opere ferroviarie, la linea dovrà interrompersi prima di raggiungere i Mulini di Gurone, rendendo estremamente problematico il previsto raggiungimento del Confine svizzero».


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Pubblicato il 26 Gennaio 2004
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