«E ora liberate anche la pace»
Corteo questa mattina per le vie cittadine contro la guerra e per il ritiro delle truppe italiane all'estero
Iraq, Bosnia, Macedonia. Ma anche Kosovo, Albania, Afghanistan, Eritrea, Etiopia. Quanti sono i paesi in cui il militari italiani sono impegnati in missione? E, soprattutto, perchè? Sono queste le domane che i giovani varesini vicini all’area di Rifondazione Comunista hanno voluto porre alla città con una manifestazione che ha attraversato Varese. E la risposta è stata scandita dagli slogan che hanno fatto capolino tra musica ska e bandiere arcobaleno "Ritiro delle truppe subito!"
«Da anni lottiamo con le nostre parole ed i nostri corpi contro la guerra globale e permanente – hanno affermato gli organizzatori del corteo – gridando che fra guerra e terrorismo, fuori da questa soffocante spirale, esiste lo spazio della vita, della speranza di un mondo migliore».
E ancora, «Questo governo ci ha trascinati nell’agghiacciante conflitto irakeno contro la volontà della grande maggioranza, esponendoci così ogni giorno di più alla minaccia di attentati e costringendoci ad assistere impotenti al massacro del popolo irakeno, alle migliaia e migliaia di civili, bambini, donne e uomini uccisi, umiliati, torturati da questa guerra».«In Iraq ci sono milioni di altre persone ostaggi – hanno concluso i giovani di Rifondazione Comunista – della guerra e della violenza, prigionieri e rapiti. Non ci scorderemo di loro, chiediamo a tutti di non scordarli».
Così il corteo, composto da poco più di 100 persone si è mosso a aprtire dalle 9.30 di oggi, sabato 16 ottobre, attraversano le strade del centro per arrivare di fronte al Municipio e tornare verso piazza Monte Grappa.
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