L’opposizione non trova l’unità
Nel primo incontro pubblico emergono le polemiche tra liste civiche, Ds e Sdi da un parte e Margherita, Pdci e Rifondazione dall'altra
Le liste civiche hanno conquistato il centro del dibattito politico in vista delle elezioni amministrative di aprile.
Claudio Celotto e Luigino Portalupi hanno chiamato a raccolta tutte le forze di opposizione per aprire un confronto pubblico sui programmi futuri per Samarate. Hanno accettato l’invito i Ds e lo Sdi mentre Sinistra per Samarate e la Margherita hanno declinato l’invito.
Il centrosinistra rischia così di presentarsi spaccato alla competizione elettorale. Il problema centrale sembra riguardare il ruolo delle liste civiche. Queste non sono ben viste da chi non ha partecipato all’incontro pubblico, ma dall’alto del loro risultato elettorale conseguito nel 2000 che le ha visto prendere intorno ai mille voti e il 10% ognuna, oggi rivendicano un ruolo centrale della vita politica.
“Questa alleanza è opportuna e necessaria, – ha affermato Celotto. – In questi quattro anni di opposizione abbiamo collaborato e ora possiamo battere Ermanno Venco”.
Luigino Portalupi, dopo aver fatto una breve analisi del lavoro dell’attuale amministrazione ha sfoderato una serie di dati negativi o preoccupanti del territorio di Samarate. “Venco tra chiari e scuri ha guidato per oltre due anni e mezzo il paese in modo inefficiente tanto che poi ha cambiato ben 6 assessori. Noi dobbiamo lavorare per un programma moderato che sia il migliore perseguibile nei fatti. Non capisco la scelta di comunisti e Margherita, ma se non vogliono neppure incontrarci facciano pure la oro strada”.
Per Fabbris, segretario dei Ds, “è importante l’unità di tutto il centrosinistra, ma non possiamo lasciare fuori le liste civiche perché il loro apporto è fondamentale per vincere. In questi anni abbiamo lavorato insieme e sembrava che finalmente si potesse arrivare a una lista unica. L’atteggiamento di comunisti e Margherita è inconcepibile. Credo che si facciano solo questioni di personalismi”.
Gildo Introini, dello Sdi, ha spiegato che è “tornato a fare politica dopo la decisione di smettere perché era certo che stavolta si poteva vincere e che si sarebbe andati tutti insieme”.
Il dibattito è stato fortemente condizionato da questa spaccatura in seno alle forze di centrosinistra. “Loro, – ha affermato Giorgetti, un diessino di vecchia data, – sono per hasta la sconfitta siempre”.
La situazione di Samarate ha smosso i segretari provinciali del centrosinistra, ma per il momento non sembra ancora trovata una soluzione.
Portalupi nel chiudere la serata si è detto disponibile a tenere aperta la porta a tutti, ma “chi ha piccole percentuali di voto non può pensare di spostare l’asse della politica e renderla più radicale. Noi dobbiamo metterci subito al lavoro perché manca poco tempo alla presentazione delle liste e occorre partire da subito con la campagna elettorale”.
Un primo incontro pubblico tutto centrato sulla spaccatura dell’opposizione. Per battere il centrodestra attualmente al governo della città, ancora non si sa se la Lega si presenterà da sola o con la Casa delle libertà, non basteranno certo le buone intenzioni dell’una o dell’altra parte
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