Legge sulle carceri, Martina: «Servono risorse adeguate»

Il consigliere regionale di Prc sull'approvazione al consiglio regionale della legge per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari

«Una legge di civiltà che contribuirà a umanizzare le condizioni di vita all’interno delle carceri».
Così il consigliere regionale del Prc Giovanni Martina ha commentato le nuove disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della Regione Lombardia approvate oggi dal Consiglio.

«I quattro pdl su sanità, lavoro, educatori e difensore civico che, dopo un lungo e puntuale lavoro di monitoraggio rispetto alle esigenze prioritarie, abbiamo presentato nei cinque anni – spiega Martina –  rientrano in questa legge con una formulazione ancora non del tutto sufficiente, ma che comunque ci lascia soddisfatti».

«Grazie anche al contributo di Rifondazione Comunista si è così giunti a un risultato importante che, in una Regione dove sempre più si ledono diritti fondamentali, va controcorrente, favorendo il processo di reinserimento sociale dei detenuti».

«Rimane, tuttavia, un limite enorme: affinché le buone leggi funzionino e non restino lettera morta, occorre un finanziamento adeguato. E, purtroppo, non è questo il caso».

«E’ ora necessario – conclude Martina – reperire tutte le risorse necessarie per rendere concretamente operativo uno strumento di valore lungamente atteso e rivendicato dai detenuti, dagli operatori, dalle associazioni, dal mondo del volontariato e da tutti coloro che si occupano di carcere».

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Pubblicato il 08 Febbraio 2005
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