Barcucci: “Pensare ai fini, non solo agli strumenti”
Il presidente di Legambiente Busto Arsizio sulle ultime vicende di Accam e il piano provinciale rifiuti
"Schemi che pensano agli strumenti prescindendo dai contenuti non garantiscono certo il rispetto della legalità. Dobbiamo pensare di più ai fini del nostro agire, in questo caso la gestione dei rifiuti, e di meno agli strumenti. Altrimenti si finisce per fare solo della politica di bassa lega, e in mezzo al caos s’insinua il germe dell’illegalità". È pacato ma fermo Andrea Barcucci (foto), presidente del circolo Legambiente di Busto Arsizio, nel ribadire che il problema rifiuti non si può risolvere unicamente con una visione rivolta ai mezzi dello smaltimento, ma richiede un’ottica più ampia.
Sul Piano provinciale rifiuti Barcucci non è meno critico. "C’è il rischio che si resti al vecchio piano del ’95, quello che prevedeva un secondo inceneritore nel Nord della provincia, poi mai realizzato. Il tutto mentre si chiudono – finalmente – le detestate discariche. Il problema è che oggi è impossibile fare qualsiasi cosa: non dico inceneritori, di cui è bene fare a meno se solo si può, ma finanche compattattori per i rifiuti, come quello che Cardano al Campo e i Comuni della zona vorrebbero realizzare. I cittadini si ribellano ad ogni ipotesi di questo tipo, eppure quel genere di impianti sarebbe importante: rifiuti selezionati e compattati danno un cdr (combustibile da rifiuti) di qualità, l’unico che può essere impiegato per far funzionare a regime gli inceneritori o altri impianti più piccoli senza danneggiarli. Ne beneficia l’ambiente, perchè rifiuti compattati richiedono meno camion per il trasporto. Oltretutto un’accurata selezione dei rifiuti e controlli seri e indipendenti eviterebbero le "sorprese" scoperte di recente dagli inquirenti: giri bolla, codici rifiuto falsificati eccetera".
Barcucci tiene infine a rettificare quanto pubblicato un paio di giorni fa dal maggiore quotidiano locale. "Si è scritto, attribuendo a me queste dichiarazioni, che Accam non è indispensabile, che potrebbe chiudere anche domani ed essere sostituito da altri impianti, e che in fondo anche Varese manda rifiuti a Dalmine. Nego di aver mai detto questo a chi mi intervistava, non sono parole mie".
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