Cambiare nome? Facile. Se il Ministero è d’accordo

Da qualche tempo non è più il Tribunale a decidere se ci sono valide ragioni per cancellare la propria identità. E i casi non mancano

Che ci siano cognomi, e a volte nomi, davvero imbarazzanti da portarsi appresso, non è una novità. La colpa spesso, anche se non sempre, è dei genitori che amano fare abbinamenti bizzarri senza pensare alle conseguenze, anche di tipo psicologico, che può comportare chiamarsi (è solo un esempio e speriamo di non chiamare in causa nessun varesino) Giovanni Giovannino, Fabio Fabi o Roberto Roberti.
Da qualche tempo, tuttavia, cambiare nome e cognome è facile e, almeno in teoria, anche molto veloce: basta recarsi in Prefettura e chiedere ai funzionari preposti i moduli per, si dice testualmente,  “abbandonare, aggiungere o anteporre” nome o cognome.
Ovvio che, e lo si specifica subito, poiché “questa modifica riveste carattere eccezionale, tale domanda può essere ammessa solo ed esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata e pregnante documentazione e da solide e significative motivazioni o qualora il cognome sia ridicolo o  vergognoso”. 

L’autorizzazione al cambio del cognome arriverà poi dal Ministero dell’Interno e non più, come accadeva un tempo, dal Tribunale. Nella domanda si deve indicare la modifica che si vuole apportare al nome o al cognome oppure il nome o il cognome che si intende assumere. Non è possibile decidere di chiamarsi Borromeo o Visconti di Modrone o in qualunque altro modo che possa indurre in errore o far pensare ad origini nobili.
“In nessun caso – spiegano i documenti rilasciati dalla Prefettura –  può essere richiesta l’attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l’appartenenza del richiedente a famiglie illustri, o particolarmente note, nel luogo in cui si trova l’atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza. Il Ministero, accertate le regolarità della documentazione e vagliate le eventuali opposizioni, provvede all’emanazione del decreto definitivo”.

Una volta ottenuto l’ok dal ministero è possibile affiggere all’albo pretorio dei comuni di nascita e residenza un avviso che contiene il sunto della domanda.

A quel punto la “rinascita” è avvenuta.
Ma è davvero un’esigenza così diffusa quella di cambiare nome o cognome? Pare proprio di sì anche se in Provincia di Varese c’è chi è contentissimo di tenersi il cognome che ha dalla nascita.
Per questione di privacy non specificheremo i paesi del Varesotto in cui si trovano i signori Di Troia o Pisello, ma è sufficiente digitare i cognomi nel sito delle pagine bianche per soddisfare eventuali curiosità.
Più in generale la Lombardia non si fa mancare nemmeno i Pochintesta, le signore Zecca, o i signori Stimolo. Si tengono ben stretti invece i loro cognomi i numerosi Fortuna e Bellezza. Se il destino è nel nome….

 

 

 

 

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Pubblicato il 15 Agosto 2005
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