Arsenale nel centro storico, in manette perito aeronautico

In un cascinale trovati diversi chili di polvere da innesco, detonatori e sostanze chimiche: il laboratorio era videosorvegliato da telecamere a circuito chiuso

Un vero e proprio laboratorio capace di realizzare ordigni esplosivi, sorvegliato da videocamere a circuito chiuso. E’ quanto gli agenti della Squadra Mobile di Varese hanno trovato in una vecchio casolare nel pieno centro storico di Vergiate e che ha fatto scattare le manette ai polsi di un cinquantatreenne; l’uomo vive poco lontano dall’immobile ora posto sotto sequestro.
Il blitz è scattato mercoledì sera e nella perquisizione, disposta dalla procura di Busto Arsizio, sono stati impiegati anche cani addestrati per la ricerca di esplosivi. Agli agenti della Mobile, una volta entrati nello stabile, si sono spalancate le porte di un vero e proprio laboratorio di chimica, dove sono stati rinvenuti diversi chilogrammi di polvere esplosiva da innesco contenuta in due barattoli metallici, oltre a 15 detonatori e diverse sostanze chimiche liquide e in grani, alcune anche di uso comune che, mischiate, possono dar luogo a esplosioni.
Pura passione da “piccolo chimico” o preciso disegno per realizzare, e al limite cedere o addirittura impiegare direttamente micidiali ordigni esplosivi? Un quesito cui gli stessi inquirenti stanno tentando di dare risposta.
Certo i precedenti non giocano a favore dell’uomo, sposato, con figli, che di professione fa il perito aeronautico: cinque anni fa venne difatti condannato in appello per detenzione di parti di ordigni da guerra, pena poi sospesa con la condizionale: all’interno delle sua abitazione vennero trovati missili d’aereo e bombe: materiale inerte, solo involucri, certo, ma che se riempiti e confezionati potevano essere impiegati come mezzi d’offesa.
Il materiale era di provenienza militare: aeronautica, per la precisione, la stessa che secondo gli inquirenti è da ricondurre all’esplosivo trovato.
In particolare una prima pista circa la provenienza delle sostanze potrebbe essere ricondotta al contenuto di alcune cartucce impiegate per l’eiezione dei seggiolini dei piloti, che vengono azionati con microcariche. In questo la professione dell’uomo potrebbe far tornare i conti. Certo la perizia con la quale è possibile realizzare questi esplosivi costituisce il fattore che più di tutti ha preoccupato gli inquirenti, che stanno ancora indagando sulla vicenda. La procura di Busto Arsizio, che nella persona del Pm Polizzi sta coordinando le indagini, ha inoltre disposto analisi chimiche e tecniche su quanto sequestrato. Una gran parte del materiale è rimasto all’interno del laboratorio. Nello stesso stabile, inoltre gli agenti hanno trovato anche alcuni grammi di hascisc. L’uomo si trova ora in carcere a Busto Arsizio.

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Pubblicato il 12 Maggio 2006
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