Varese differenzia i rifiuti ma li ricicla poco
In provincia si riutilizzano vetro e carta. Plastica e umido mandati in altre zone
Varese provincia virtuosa e riciclona.
La scarsa fiducia nella serietà della raccolta differenziata nella nostra provincia è smentita da cifre e documentazioni che la Provincia ha voluto inserire direttamente nel suo rapporto, chiarendo cifre, processi e attori del riciclaggio.
Varese ottiene la promozione anche sul fronte del riciclo: non si tratta di voti d’eccellenza, ma il giudizio non può che essere buono.
Sul proprio territorio rimane la totalità dell’alluminio, il 90% del vetro e degli ingombranti. Oltre l‘80% di indifferenziati e metalli. Sopra la metà, comunque, sono anche la carta e il verde. La plastica rappresenta la più vistosa nota dolente: dalla provincia parte il 60% del raccolto che rimane, comunque, nella regione. Diverso il discorso relativo all’organico che oltre a venir smaltito per meno del 20% in provincia, per un quarto finisce fuori Lombardia. Parco, infine, il coinvolgimento territoriale nel recupero del legno che finisce in impianti di riciclaggio lombardi per oltre il 90%.
Il riciclaggio della carta (carta mista, cartone e giornalame) permette risparmi considerevoli: per produrre una tonnellata di carta da macero si risparmiano dai 10 ai 17 alberi, il 60% di acqua e il 40% di energia termica ed elettrica.
A provvedere al recupero e alla selezione del 67,6% della carta, della cellulosa ci sono sul nostro territorio dieci impianti.
La parte del leone, con il 19%, la fa la Moranzoni Mauro, Carlo & C. di Varese, seguita con l’11,5% dalla Ciriumbrello s.u.r.l. di Malnate e dalla C.G.D. di Oggiona (9,4%). Con quote più piccole ci sono la Tramonto Antonio di Vergiate, la Pagani Leonardo di Gorla Maggiore, la Briante Martegani di Golasecca, la Marabini Recuperi di Varese e l’Econord di Cadegliano Viconago impegnata solo nel trasferimento. L’unico impianto di recupero vero e proprio è la Cartiera di Laveno dove arriva il 5,5% del totale della carta.
Nel settore della plastica, solo il 39,1% dei rifiuti raccolti rimane in provincia e solo per lo 0,5% viene effettivamente recuperato presso la Ferrazzi di Marzola Roberto. Le altre due ditte impegnate come stazioni di trasferenza sono la Tramonto Antonio a Vergiate (36,7%) e la Econord di Cadegliano (1,8%).
Principalmente, finiscono negli impianti di riciclaggio i flaconi per i liquidi, quelli per liquidi alimentari gasati, sacchi e sacchetti , vaschette per alimenti e tubi.
Non tutto quello che finisce separato può essere riutilizzato: mediamente solo il 60% dei materiali rinasce con una qualità comunque più bassa rispetto ai prodotti realizzati la prima volta. Gli impieghi sono comunque molteplici: fibre per materiali tessili, contenitori per rifiuti, mobili da giardino, tubazioni o materiale elettrico.
Decisamente più confortante è l’andamento del recupero del vetro, che viene selezionato e rilavorato per l’88% nella nostra provincia. Sono coinvolte l’Eurovetro di Origgio, che ricicla il 70,3% del vetro raccolto, mentre il 17,4% è lavorato dalla Tecno Recuperi di Gerenzano.
Questo materiale, in effetti, è anche il materiale che dà prestazioni migliori: è riciclabile interamente e per un numero infinito di volte. L’impiego di rottame di vetro permette di risparmiare sia combustibile, perchè il vetro riciclato fonde a temperature inferiori alla materia prima, sia materia prima stessa.
L’unico neo di questo materiale è il colore. In Italia, diversamente da Germania e Francia, non ci sono differenziazioni tra bottiglie trasparenti, blu, verdi. La conseguenza è che si può ottenere solo vetro cavo verde.
"Buco nero" della raccolta in provincia è l’umido. Dopo le esperienze concluse dei due impianti a Gemonio e a Ferrera, ai comuni del territorio non è rimasta altra scelta che spingersi fuori provincia. I siti sono nel milanese, in Emilia e nel Veneto. La quantità di organico raccolta è di altissima qualità, pura fino al 99,5%. Dal processo biologico si ottiene il compost, un fertilizzante molto usato in agricoltura e che si trova anche nei supermercati o nei magazzini per il "fai da te". Lo stesso principio di trasformazione interessa anche il verde, che viene raccolto nei bidoni nel proprio giardino. La differenza è che mentre l’erba tagliata si può tenere tranquillamente sotto la propria finestra, gli scarti di cucina, come il pesce, non è così gradevole e viene radunata in impianti costruiti secondo leggi specifiche.
I rifiuti indifferenziati, infine, che rappresentano comunque il 48,9% della raccolta, vengono per la gran parte smaltiti sul territorio provinciale: alla discarica di Gorla arriva il 24,2% mentre all’inceneritore Accam viene distrutto l’11,1%. Il rimanente 13,6% prende altre strade, lombarde e nazionali.
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