«Non tendiamo troppo la corda, ne va del servizio pubblico»
Mario Cislaghi (gruppo misto) replica a Corrado (Rifondazione) sul tema delle relazioni fattesi roventi tra l'amministrazione e il personale del Comune
Attenzione a non tendere troppo la corda: questo il senso dell’intervento di Mario Cislaghi, consigliere comunale del gruppo misto, nel rispondere alle critiche mossegli dal collega di Rifondazione Comunista Antonello Corrado in merito alle vicende relative al servizio del centro estivo per bambini, ormai gravemente a rischio. Ieri le RSU dei dipendenti comunali avevano rinunciato a tenere una conferenza stampa per motivare le ragioni del prossimo sciopero di tre ore previsto per venerdì 29 giugno, citando non meglio precisate "interferenze politiche", fra cui quelle di Cislaghi. «La linea seguita da Corrado è troppo radicale» avverte il consigliere; «con certi sindacalisti a soffiare sul fuoco dietro di lui, non mi meraviglia che abbia finito per prendere posizione contro di me. Intendiamoci: l’amministrazione ha grosse responsabilità per non essere riuscita a chiudere un accordo soddisfacente con i dipendenti e a dare delle certezze, però non posso non notare che le dipendenti del settore educazione vengono strumentalizzate. E se così non è, perchè Corrado si arrabbia?».
Cislaghi non ci sta a sentirsi dire di "ascoltare i lavoratori" dal collega di Rifondazione e replica piccato: «Parla lui, che in consiglio aveva votato contro l’allargamento degli spazi di alcuni aziende, pur richiesto dagli stessi consigli di fabbrica… Conosco il personale comunale e la situazione, e non da ieri. Constato che lo scontro si è incattivito; qualche anno fa, in condizioni non migliori di quelle attuali, si riusciva a trattare un accordo fra persone civili senza conciliazioni dal prefetto nè scioperi. Sono contrario allo scontro frontale tra le parti non certo per fare un favore a questa amministrazione, ma al contrario perchè temo che in questo modo si vada a favorire la privatizzazione del servizio dei centri estivi. Perchè se le educatrici incrociano le braccia, l’amministrazione provvederà ad affidare il servizio alle cooperative private, e facilmente l’effetto sarà irreversibile. Per questo dico: troviamo una soluzione tampone ora, coinvolgendo il consiglio comunale per discutere tutte le problematiche del personale».
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