Cavalli, un affare da dieci miliardi

Quasi dieci miliardi di euro di giro d’affari, un milione di cavalieri, oltre 400mila animali e più di 50 mila addetti

Sono circa un milione gli italiani che vanno a cavallo. Un esercito di amanti dello sport e del turismo in sella, che muove, nel nostro Paese, un indotto pari a oltre sei miliardi e mezzo di euro all’anno. E con il giro d’affari legato all’ippica e alle scommesse, si sfiorano quasi i dieci miliardi di euro. I dati dell’Aia, Associazione italiana allevatori, e Unire, Unione nazionale incremento razze equine. Un panorama allevatoriale in crescita dal 2001.

Sono i dati del mondo equestre, un comparto di rilievo dal punto di vista economico, che in Italia coinvolge oltre 50mila addetti ai lavori e rappresenta un’interessante opportunità di reddito anche per gli allevatori delle razze italiane.

Su un patrimonio equino che, a livello nazionale, è stimabile in oltre 400mila cavalli, i dati forniti da Aia (Associazione italiana allevatori) e Unire (Unione nazionale per l’incremento delle razze equine), incaricate della tutela e dell’incremento della razza italiana, mostrano un panorama allevatoriale in crescita dal 2001, sia per il numero dei cavalli nati che per gli allevatori.

Nello specifico l’Aia detiene i cinque «Libri Genealogici», istituiti dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, che riguardano il cavallo Maremanno, il Lipizzano, l’Haflinger Italia, il Bardigiano e il Cavallo Agricolo Italiano da tiro. In questi libri risultano iscritti, al 31 dicembre 2006, circa 25.300 capi suddivisi tra 7.500 allevamenti.

Nel dettaglio, 10.225 sono i capi della razza Avelignese o Haflinger, 6.418 gli esemplari di cavallo agricolo italiano Tpr (Tiro pesante rapido), 3.800 di Bardigiano, 3.994 di Maremmano e 841 di Lipizzano. Sempre Aia tiene il «Registro anagrafico della popolazione a limitata diffusione», che comprende altre razze italiane, storicamente selezionate per il lavoro in campagna e oggi a rischio di estinzione. Si tratta di 19 razze tra cui il Murgese, il Tolfetano, il Sanfratellano, il Cavallo del Catria, il Cavallino della Giara, il Pony di Esperia, il Cavallo del Ventasso, il Cavallo Pentro, il Norico, il Sarcidano, il Salernitano, il Cavallino di Monterufoli, il Persano e il Delta.

In questo registro sono iscritti 14.240 capi e 3.009 allevamenti di popolazioni cavalline e asinine autoctone. Anche secondo i dati forniti dall’Unire, che si occupa del Puro sangue inglese (i cavalli utilizzati per il galoppo), del Trottatore italiano e del cavallo da Sella italiano (allevato per gareggiare nelle discipline olimpiche come salto ostacoli, dressage e completo), l’incremento è percepibile.

I cavalli da Sella italiani nati nel 2006, sono infatti 2.833 mentre nel 2003 erano 2.593. I cavalli Puro sangue inglese nati nel 2006 sono 2.259, mentre nel 2004 erano 1.490.

In totale, sono 16mila i cavalli da trotto presenti sul territorio nazionale (tra cui 287 stalloni, 4.921 fattrici e 4.921 puledri nati nel 2006), oltre 6mila i cavalli selezionati per la disciplina del galoppo (tra cui 165 stalloni, 3.304 fattrici e 2.259 puledri nati nel 2006); oltre 6.500, infine, i capi del cavallo da sella italiano (tra cui 559 stalloni, 2.833 fattrici e 2.833 puledri nati nel 2006

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Pubblicato il 10 Novembre 2007
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