L’Asl: «Il Cottolengo voleva chiudere già tre anni fa»

La responsabile dell'Asl spiega come si è giunti all'avvicendamento nella gestione della struttura di via Crispi

La chiusura del Cottolengo non ha colto di sopresa i responsabili della Direzione sociale dell’Asl: « Tre anni fa eravamo venuti a conoscenza delle intenzione dell’istituto di Torino di chiudere e di trasferire l’attività in un’altra provincia – spiega Ester Poncato, responsabile del ipartimento Sviluppo e Solidarietà dell’Asl – Ci siamo attivati subito andando sino in Piemonte per capire cosa si poteva fare. Nell’incontro con i responsabili del Cottolengo, sottolineammo l’importanza di mantenere questa attività a Varese, sia per l’attaccamento della città sia, soprattutto, per gli ospiti. L’istituzione comprese il problema e decise di non trasferire ma di cercare un successore. Oggi, noi non sappiamo ancora ufficiamente cosa averrà, ma sappiamo che ci sono in corso contatti con altri operatori del settore, per mantenere l’attività di assistenza in via Campigli».

All’origine della decisione del Cottolengo ci sono i costi della ristrutturazione della sede che, benchè accreditata, va messa a norma entro il gennaio 2009. L’istituzione piemontese non era in grado di mettere a norma la complessa struttura così ha deciso per un cambiamento nella gestione.
Dal mese prossimo, gli ospiti del Cottolengo verranno trasferiti momentaneamente, durante i lavori di ristrutturazione, nella residenza di Cocquio della Sacra Famiglia che erediterà l’attività di via Campigli: « Sappiamo che ogni cambiamento comporta disagi per gli ospiti, ma si tratterà di un breve periodo, dopodichè la situazione ritornerà alla normalità. Credo che si tratti di un bel risultato aver mantenuto sul territorio una realtà importante come questa» commenta la dottoressa Poncato

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Pubblicato il 18 Marzo 2008
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