I commenti del dopo-assemblea
Soddisfatto Liguori (Csa-Fadel), già favorevole all'accordo. Parlano tre consiglieri comunali - Cislaghi (grppo misto), D'Adda (PD), Corrado (Rifondazione)
Tra i sindacalisti della RSU comunale nell’animata assemblea odierna dei dipendenti ce n’era uno che sul palco non è salito, accomodandosi in platea. Scelta obbligata per più d’uno, visto lo spazio, ma significativa nel suo caso. Angiolino Liguori è il rappresentante di Csa-Fadel, sindacato che già il 28 novembre aveva caldeggiato l’adesione all’accordo proposto dal Comune, ma allora subbissato di "no". Oggi, dopo un risultato che sente come una giustificazione a posteriori, si stoglie qualche sassolino dalle scarpe. «Alla fine si è votato a favore, come era già nostra intenzione la scorsa volta. Come noi ci siamo attenuti alla volontà dell’assemblea in questi giorni, così devono fare ora gli altri» avverte all’indirizzo delle altre sigle, «chi non lo farà, se ne assume la responsabilità».
Ma a seguire con interesse l’assemblea erano anche tre consiglieri comunali d’opposizione. «Sono soddisfatto, Rossi, Caldarini e Mainardi sono stati chiarissimi» commneta Mario Cislaghi (gruppo misto). «I dipendenti giustamente denunciavano la mancanza di chiarezza fin qui, da parte dell’amministrazione ma anche della RSU. Da ex sindacalista dico che hanno sbagliato tutto».
Per il PD Erica D’Adda trova «molto spaventati» i dipendenti comunali e nota che «permane uno stato di tensione nella macchina comunale, manca l’autorevolezza di chi dirige» – «vi siete fidati di un’amministrazione di cui non dovevavte fidarvi» si è udito in sala durante l’assemblea, e non l’ha detto nè un sindacalista, nè un dipendente, nè un politico. Per D’Adda «il convitato di pietra è la gestione politica di quegli anni. Vogliamo rivotare gente che ha fatto di Busto Arsizio un caso negativo esemplare?» dice. Dopo aver insistito per una commissione d’indagine, sempre rigettata dalla maggioranza, il PD proverà a rilanciare la proposta di una commisisone di scopo, dal nome meno minaccioso, «per far prendere coscienza alla politica di quanto accaduto».
Antonello Corrado, di Rifondazione Comunista, si complimenta con il gruppo di lavoro interno del Comune per aver ricostruito e sistemato tutto il possibile. «Ma il vero lavoro, la vera lezione alla città» aggiunge «l’hanno data lavoratori ed Rsu: puntando i piedi sono riusciti ad ottenere il massimo possibile nelle circostanze date. Non c’era chiarezza, si è detto no e prima di rivotare si è ottenuta una spiegazione esauriente. Ora bisogna ripartire per ragionamenti più ampi, sulla politica». Un commento anche sull’assenza del sindaco: «Dopo l’ultima volta, non farsi vedere è stato un gesto di rispetto verso i dipendenti».
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