Quei tiri sul ferro che respingono Varese

La partita si decide quando i biancorossi mancano l'aggancio. Piace Slay davanti al suo ex pubblico, per Williams non vale la regola dei "tre secondi"

LA CHIAVE – Recalcati insiste giustamente sull’approccio troppo soft alla partita, che ha permesso a Caserta di allungare fin dai primi minuti grazie a precisione ed atletismo. Vero, anche se siamo convinti che la Pepsi abbia vinto il match nella seconda metà, quando cioè Varese ha più volte avuto i palloni buoni per girare l’andamento dell’incontro ma per troppa fretta, per scarsa precisione, anche per un briciolo di sfortuna non è riuscita a trasformarli in canestri. A proposito: ci sentiamo di dire, a beneficio di chi guarda solo il risultato, che i 12 punti dello scarto finale sono troppi.
 
LA STATISTICA – Delle clamorose percentuali di Caserta in avvio ne abbiamo già parlato altrove; sul foglio delle statistiche prendiamo dunque quelle suggerite dal coach di casa, Pino Sacripanti, che indica un dato che durante la partita è sfuggito a molti. Parliamo del tabellino di Jumaine Jones, giocatore che pare abbia un conto aperto con Varese visto che la batte ogni volta. L’americano fa l’umile: solo 5 punti e qualche errore al tiro, ma i 15 rimbalzi riportati a terra e i 4 assist dicono che un campione emerge anche quando fa il gregario.
 
IL DUELLO – Buttiamola sul ridere e parliamo dell’incrocio Williams-Galanda visto nel secondo periodo. Gek inizialmente fa anche bella figura perché gli basta mettersi in posizione per far pasticciare il colosso casertano. In attacco però il capitano della Cimberio fa altrettanto, con la mano che trema davanti a “Eric Tresgabelli”. Infine l’americano ne esce meglio grazie a un trucco molto semplice: campeggiare nell’area biancorossa dove a regolamento ci sarebbe il divieto di sosta e invece gli arbitri gli regalano un permesso di soggiorno perpetuo.
 
L’AZIONE – Varese in diverse occasioni ha mosso molto bene la palla e quando ci è riuscita ha trovato il modo di far male alla Juve anche sotto la curva dei suoi tifosi. L’azione più bella è arrivata nel secondo quarto ed è per buona parte merito di Phil Goss che, dopo aver ricevuto la sfera da un compagno ha dribblato la difesa e puntato il canestro chiamando su di sé il raddoppio. Solo a quel punto ecco l’assist fulmineo per il taglio altrettanto rapido di Kangur: schiacciata siderale e Cimberio vicina nel punteggio, per l’ennesima volta.
 
LA CURIOSITA’ – Non capita spesso, se non alle superstar, di essere leader della squadra nelle principali voci statistiche. Ebbene, Diego Fajardo c’è riuscito primeggiando in punti (24), rimbalzi (8) e assist (4) oltre che nei recuperi (4) e nella percentuale nel tiro da 2: va da sé che anche la valutazione è la migliore (34, come Ere). Giù il cappello, don Diego!
 
MVP – Nessun dubbio su EBI ERE, uno dei più contestati nel difficile inizio di stagione della Pepsi, praticamente un killer contro la Cimberio. Per Caserta giocano bene in tanti, ma nessuno al suo livello; peccato per Diego Fajardo che mette assieme una gara da antologia, ma il premio del migliore va per forza a chi vince.
 
PAGELLIAMO – Goss 6 (A corrente alternata, ma fallisce il tiro più importante); Rannikko 5 (C’è il fosforo, ma sarebbero necessari anche i canestri. Invece è 0/4 con 4 perse); Righetti 5 (Caserta è bianconera ma non è la Virtus. Incide poco anche in difesa); Galanda 4,5 (Non pervenuto e non è la prima volta: periodaccio); Thomas 5,5 (Cresce alla distanza dopo un brutto avvio. Manca i colpi del riaggancio); Kangur 5,5 (Solita energia, ma senza la mano delle partite precedente); Fajardo 8 (Semplicemente strepitoso in tutto ciò che fa); Slay 7 (Non ripete certe trasfertacce, anzi: fermato solo dal terzo fallo che lo raffredda).

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Pubblicato il 12 Dicembre 2010
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