Novità in medicina: perplesso il Preside dell’Insubria
Le linee guida approvate dai ministri Gelmini e Fazio non convincono il preside Pasquali: "Si rischia di comprimere le materie di base per privilegiare quelle cliniche"
Medici in corsia sotto i trent’anni. È l’obiettivo che si prefiggono le nuove linee guida presentate dal Ministro dell’Università Mariastella Gelmini e dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio. Le novità riguardano soprattutto la fase della specializzazione e il tirocinio valutativo: dopo i sei anni per raggiungere la laurea, di cui tre trascorsi in corsia, un percorso più breve si dovrà affrontare per la specializzazione . In altri termini: la formazione durerà due anni di meno anche perché il tirocinio valutativo di 3 mesi, che oggi si svolge dopo la laurea, verrà incorporato nella stessa in modo che la tesi finale, inglobando anche l’esame di stato, permetterebbe di conseguire una laurea abilitante.
Per il momento si tratta di indicazioni che andranno dettagliate e concertate in sede di Conferenza Stato regioni. Il mondo accademico varesino, però, è scettico: « Stiamo ancora innovando sulla base della legge del 2004 che già ci chiedono di rivedere tutto un’altra volta – commenta il preside della facoltà di medicina e Chirurgia dell’Università dell’Insubria Francesco Pasquali – Aspettiamo di capire come, quando e se avverrà. È da tempo che si chiede di accorciare la formazione dei medici, ma continuando a comprimere si rischia di penalizzare eccessivamente le materie di base come anatomia o fisiologia. Puntare più sui corsi clinici penalizza lo studente che si ritrova con basi meno solide».Il percorso per diventare medico non è effettivamente troppo lungo?
Lunga, corta, approfondita, concentrata, per i ragazzi che si iscrivono a medicina, per il momento, interessano solo i test: a settembre saranno chiamati a guadagnarsi uno dei 153 posti assegnati all’Università dell’Insubria.
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