Seprio Servizi, il Comune vuole un consiglio comunale aperto
Sindaco e giunta commentano amaramente l’ultimatum di Seprio per far pagare al comune i 13 milioni di euro e la proposta di ridimensionare la Frera per affittare gli spazi: “La biblioteca non si tocca”
«Contesteremo la richiesta di Seprio Servizi e informeremo la città su quello che sta accadendo con un consiglio comunale aperto al pubblico». Il sindaco Laura Cavalotti e tutti gli assessori della Giunta hanno deciso affrontare di petto la situazione della Seprio Servizi, società che vede come socio unico proprio il comune di Tradate e che nei giorni scorsi ha mandato un ufficiale giudiziario in Municipio con l’ultimatum di pagare, entro 15 giorni, i 13 milioni di euro di fatture non saldate dal Comune, riferite agli ultimi 5 anni.
«Quell’atto fa parte di una procedura inusuale – spiega il primo cittadino -. Loro dicono che le fatture sono tutte regolari, ma molte sono già state contestate, tranne le ultime due. Una è di 930mila euro ed è di aprile del 2008, questa risponde a dei rilievi effettuati dal ministero in quest’anno, ma dobbiamo ancora esaminarla e senza il bilancio non è possibile. L’altra fattura grossa riguarda un documento del 30 aprile e ammonta a 11 milioni di euro: riguarda il pagamento di lavori che sarebbero stati eseguiti negli anni. Questa, però, prevede una ristrutturazione della Seprio e sono decisioni che deve prendere il consiglio comunale. Vanno analizzati i lavori, è impossibile pagarla ora. Questa procedura avviata da Seprio, con l’invio di un ufficiale giudiziario, pone molte domande: perché far vedere adesso che si muovono? Perché non farlo prima? Non pagheremo entro i 15 giorni e studieremo tutto. Inoltre faremo un consiglio comunale aperto in cui spiegheremo alla città tutta la situazione».
Il sindaco e la giunta affrontano anche un discorso procedurale da parte della Seprio. Soprattutto per gli immobili comunali come Biblioteca e Villa Truffini, ceduti alla società negli anni scorsi, di cui la società vuole disporre, anche con proposta di ridimensionare gli spazi della biblioteca. «Stanno continuando a scrivere a lettere – prosegue la Cavalotti -: ci stanno dicendo di lasciare a loro la gestione di biblioteca e Villa truffini, non solo la proprietà. Anche se dessimo loro la gestione, l’utilizzo deve essere deciso dall’amministrazione comunale, loro sono il braccio operativo. E poi perché non hanno regolamentato i rapporti quando hanno fatto l’atto? Se ne accorgono solo adesso? Non se ne parla di ridurre gli spazi della biblioteca: la Frera ha ottenuto un finanziamento per quella destinazione e non altro».
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