Scommesse: deferite Atalanta, Chievo e tre squadre di B
A Bergamaschi e veronesi contestata la responsabilità oggettiva. Deferiti anche 26 tesserati tra cui Doni, Signori e Bettarini. Toccherà alla Disciplinare decidere le sanzioni
Il procuratore federale Stefano Palazzi ha reso note quest’oggi – martedì 26 – le prime decisioni sul caso di scommesse irregolari che ha scosso il calcio italiano: si tratta di un alto numero di deferimenti che colpiscono anche due squadre di Serie A, la neopromossa Atalanta e il Chievo. Lo stesso provvedimento è stato emesso a carico di altri tre club di B – Ascoli, Sassuolo e il neopromosso Verona – undici di Lega Pro (Alessandria, Cremonese, Benevento, Ravenna, Virtus Entella, Piacenza, Esperia Viareggio, Portogruaro, Taranto, Spezia e Reggiana) e due affiliate alla Lega Dilettanti.
Anche a livello di tesserati sono in molti i deferiti; i nomi più noti sono quelli dei calciatori: dagli atalantini Cristiano Doni (illecito sportivo per Atalanta-Piacenza) e Thomas Manfredini all’ex azzurro Beppe Signori fino all’ex varesino Saverino (ora alla Reggiana), a Bettarini, Sommese, Micolucci, Paoloni e via via con tutti gli altri indagati nei mesi scorsi per un totale di 26 persone.
La posizione dei deferiti – società e tesserati – finirà ora alla Commissione Disciplinare, l’organo federale chiamato a decidere eventuali sanzioni; le decisioni dovrebbero arrivare nella prima metà di agosto visto che i lavori della stessa Disciplinare dovrebbero iniziare mercoledì 3.
Difficile quindi fare previsioni sulle eventuali sanzioni e, di conseguenza, capire se e quanto queste influiranno su un avanzamento in chiave sportiva del Varese, che ha nominato i propri legali e segue con attenzione la vicenda. Anche tra le società deferite si notano infatti alcune differenze: per Atalanta e Chievo infatti si parla di responsabilità oggettiva, meno grave rispetto alla responsabilità diretta per cui sono state chiamate in causa Ravenna e Alessandria. La certezza però è che la vicenda non finisce qui.
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