“Le ricette per evadere” dei detenuti pasticceri
Presentate nella sede di Confartigianato le novità del progetto "Dolce in carcere" che ha portato una vera e propria scuola di golosità nella struttura di Busto Arsizio
Si parla sempre più di responsabilità sociale. Grandi progetti e spesso soltanto parole. In provincia di Varese ci sono piccoli imprenditori che a queste parole danno un senso, non per fare notizia ma perché la responsabilità ce l’hanno nel dna. Come Mariano Massara e Mario Bacilieri, entrambi pasticceri, uno a Morazzone e l’altro a Marchirolo. Avevano voglia di fare qualcosa per gli altri e hanno deciso di partecipare al progetto "Dolce in carcere" voluto dall’Associazione assistenza carcerati di Gallarate, coordinato da Pierluigi Brun e supportato dalla Fondazione San Giuseppe di Confartigianato Impresa Varese. Questa mattina, alla sede di via Milano, sono stati presentati i risultati di questa iniziativa che dura ormai da alcuni anni. Tra le novità il volumetto "Ricette per evadere… Dalla routine".
Il corso – L’iniziativa si svolge nel carcere di Busto. Prevede una serie di lezioni di pasticceria tenute da artigiani all’interno della struttura. Incontri di circa tre ore per due giorni alla settimana. «Il primo giorno mi è sembrato di entrare in un mondo nuovo – racconta Bacilieri -. Ma l’entusiasmo dei detenuti mi ha subito coinvolto. Ormai con molti carcerati mi relaziono come faccio con i miei dipendenti».
Un progetto da premio – "Dolce in carcere" si è piazzato alla finale, poco tempo fa a Milano, della Social Global Venture Competition dell’università Cattolica di Milano. Si tratta di un concorso con l’obiettivo di "favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese a forte rilevanza sociale".
I dolci prodotti – Ci sono i "Brutti e cattivi", Le "sbarrette" di cioccolato, le "praline galeotte", il "dolcevasione" e i "matoch". La fantasia non manca e nemmeno la golostià. Tutte le informazioni sui prodotti e su dove trovarli sono sul sito del progetto.
La bellezza del "fare" – «L’impresa è anche il luogo dove si trasmettono i valori – ha sottolineato il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti -. In questo progetto non si insegna soltanto un mestiere ma si dà anche un’opportunità di riscatto a chi vive un momento sfortunato e difficile».
(Nella foto da sinistra: Mario Bacilieri, Pietro Roncari, Mariano Massara, Pierluigi Brun, Salvatore Nastasia, Giorgio Merletti, Massimo Pella).
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