Pro Patria, la nuova proprietà e le domande senza risposta
Il nuovo presidente Citarella è stato piuttosto generico nel disegnare il futuro dei tigrotti. Nonostante le rassicurazioni rimangono dubbi sulla solidità di Sgai, soprattutto dopo l'arresto di Galloro
Il nuovo presidente della Pro Patria Domenico Citarella ha detto che tifosi bustocchi possono stare tranquilli, «Sgai ha tutte le carte in regola per poter lavorare tranquillamente e far lavorare l’ambiente in maniera tranquilla. Il consorzio è formato da persone per bene che lavorano su tutto il territorio nazionale. Siamo sicuri che il presidente Galloro uscirà pulito da questa indagine». Basterà per non rivivere scene di un passato nemmeno tanto lontano? In tanti sono arrivati a Busto Arsizio con le valige piene di promesse (Zoppo, Tesoro, Pattoni, Vavassori) ma per mantenere una squadra di serie C servono tanti soldi e un progetto solido.
Ce lo auguriamo, prima di tutto per la Pro Patria che è un pezzo della storia del calcio professionistico italiano e per i suoi tifosi, ma non possiamo esimerci dal fare il nostro lavoro, checchè ne dica la ex-presidente e oggi consigliera comunale Patrizia Testa, amareggiata per alcuni articoli di giornale non benevoli.
I dubbi sono tanti e per adesso rimangono inevasi perchè Citarella nelle sue prime dichiarazioni è stato piuttosto vago sul progetto che intende realizzare per la Pro Patria e la sua unica esperienza riferita nel mondo del calcio risale a molti anni fa come componente del collegio sindacale della Juve Stabia. Non ha spiegato dove vuole portare i biancoblù, non ha fornito dettagli sul rilancio del marchio e sui piani per riportare la gente allo stadio.
Anche la compagine societaria e tecnica non muteranno. Sono solo due le figure nuove che entreranno, per il momento, in società e si tratta di Gianni Ruzza (direttore di Sgai) e del giornalista sportivo napoletano Carlo Alvino, l’unico ad aver masticato davvero la materia calcistica. Entrambi saranno seduti nel consiglio di amministrazione. Per il momento, quindi, non sono previste rivoluzioni; Citarella ha riconfermato la fiducia della società nei confronti di Turotti come direttore sportivo, del mister Prina e della squadra.
A preoccupare più di tutto, comunque, rimane la non apparente solidità del consorzio Sgai, realtà societaria nata solo nel 2019 e che al momento ha depositato un solo bilancio, relativo ai primi mesi di attività, con una totale assenza di movimenti. L’attività prevalente è quella di consulenza per accedere all’eco-bonus e al sisma-bonus nell’ambito della riqualificazione degli edifici e quindi legata a doppio filo con la durata di queste iniziative del Governo. Del consorzio fanno parte diverse imprese che operano nell’ambito dell’edilizia e non solo.
In manette il presidente del consorzio Sgai, nuovo proprietario della Pro Patria
L’arresto del presidente di Sgai, Roberto Galloro, commercialista di Ischia con studio a Napoli, per una presunta maxi-truffa nel settore energetico è che (fermo restando l’assunto che si è innocenti fino a sentenza di terzo grado) non lascia tranquilli al di là delle rassicurazioni di Citarella.
Le vicende della Pro Patria sono sotto osservazione di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, che ha rilasciato una breve dichiarazione attraverso i canali ufficiali della lega: «Seguiamo e monitoriamo le situazioni di Teramo e Pro Patria. Ricordo che le nuove regole per il passaggio di quote superiori al 10% prevede l’ok di FIGC su sostenibilità economica ed onorabilità. Queste procedure non sono state ancora attivate dai club per cui la situazione è attentamente monitorata».
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