«Il dialogo con il Colle è ancora possibile»
Dopo l’incontro tra Napolitano, Fini e Schifani, il presidente del Consiglio cerca di smorzare i toni rispetto alle dichiarazioni dei giorni scorsi
È ancora possibile «una leale collaborazione» con il Colle. Così Silvio Berlusconi, all’indomani della nota diffusa dopo l’incontro tra Giorgio Napolitano e i presedenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, tenta il riavvicinamento con il presidente della Repubblica. Dopo gli attacchi dei giorni scorsi contro la Corte Costituzionale e il Quirinale, il premier smorza i toni, ribadendo però la sua idea: «È chiaro a tutti che in Italia non c’è nessuno che si può considerare super partes.
Bisogna sgombrare il campo dalle troppe ipocrisie perché la coabitazione tra due parti politiche non è mai facile». In merito alle dichiarazioni sul presidente Napolitano, ha aggiunto che «è un fatto che il presidente è sempre stato un protagonista della sinistra, e nulla può cambiare la sua storia politica». Berlusconi ha poi concluso: «Per il futuro sono convinto che sia possibile una leale dialettica tra Quirinale e Governo, e sono certo che non ci sarà nessun ostacolo al nostro programma di riforme per cambiare l’Italia».
Il presidente del Consiglio ha poi affermato che non è necessaria alcuna manifestazione in piazza. «Siamo al governo – ha detto ieri (8 ottobre) il presidente del Consiglio al Tg5 – abbiamo il consenso popolare, un consenso che è aumentato. Se c’è un governo legittimato dal sostegno degli elettori è il nostro. È chiaro che siamo maggioranza e governeremo per cinque anni».
Bisogna sgombrare il campo dalle troppe ipocrisie perché la coabitazione tra due parti politiche non è mai facile». In merito alle dichiarazioni sul presidente Napolitano, ha aggiunto che «è un fatto che il presidente è sempre stato un protagonista della sinistra, e nulla può cambiare la sua storia politica». Berlusconi ha poi concluso: «Per il futuro sono convinto che sia possibile una leale dialettica tra Quirinale e Governo, e sono certo che non ci sarà nessun ostacolo al nostro programma di riforme per cambiare l’Italia».
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