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Gli auguri di un maestro ai bambini

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29 Dicembre 2008

Caro Direttore,

con piacere e quasi con commozione mi è capitato di leggere l’augurio per il nuovo anno che il maestro, autore dello scritto che Le invio, rivolge ai bambini e alle maestre della “nostra” scuola italiana. Condividendone pienamente il contenuto, mi permetto di diffonderlo ai lettori di Varese news ancora sensibili al destino della scuola pubblica e alla formazione delle future generazioni, oggi ancor più minacciate dall’emanazione dei “promessi” regolamenti attuativi della legge 169 sulla riorganizzazione della scuola.

AUGURI CARISSIMI di buon anno nuovo da parte mia alla gentile redazione e a tutti i lettori.

Buon anno ai bambini e alle maestre di Arturo Ghinelli, maestro elementare

Bambini, per il nuovo anno vi auguro tante mitiche sorprese.

* Una mamma e un papà che vi vogliano tanto bene senza se e senza ma. Di modo che possiate sentirvi sempre sicuri e non vi facciate mai prendere dalla paura, come capita sempre più spesso ai grandi.
* Una classe unica per tutti a scuola, indipendentemente dal paese di provenienza dei genitori, perché per fare amicizia con il vostro compagno di banco non gli chiedete il passaporto, vi basta che accetti di giocare, le parole verranno dopo…
* Una scuola aperta tutto il tempo necessario per imparare a stare con gli altri e per assaporare la cultura e la storia degli uomini e delle donne che sono stati bambini prima di voi.
* Una città che cresca con voi e vi ascolti prima di decidere come e cosa cambiare, perché ha capito che una città a misura di bambino è a misura di tutti.
* Un paese in cui ci siano più maestre che carabinieri, più bidelle che poliziotti, se non altro perché ci sono più bambini che delinquenti.
* Un mondo che tolga dalle strade i bambini abbandonati, tolga loro la fame, ne abbia cura e li istruisca utilizzando i soldi che prima spendeva per fare le guerre.

Alle maestre auguro invece di restare nel cuore dei propri ragazzi, così che, una volta diventati grandi, non avranno dubbi sulla necessità di scendere in piazza in difesa delle maestre.

* Una scuola che metta al centro il bambino e faccia affidamento sulla professionalità delle insegnanti.
* Una città che si ponga come vero e proprio ambiente d’apprendimento e perciò faciliti il lavoro delle insegnanti.
* Un paese che scommetta sulla formazione di tutti i suoi cittadini di ogni età e perciò investa capitali sull’aggiornamento delle insegnanti.
* Un mondo che in ogni suo angolo, anche il più remoto, offra gli insegnanti necessari ad aprire le scuole per tutti i bambini senza distinzione di sesso, razza o religione.

Infine faccio mio l’augurio che fece Gianni Rodari tanti anni fa:

” È difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco.
Bambini imparate a fare le cose difficili: regalare una rosa al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi. “*

Le maestre lo sanno e ci provano ogni giorno.

Maestra Paola

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