Nuoto nel lago di Varese: sono un privilegiato
24 Ottobre 2006
Egregio direttore,
All’inizio ero un po’ stizzito nel leggere che il professor Crosa non fosse contento che il lago di Varese fosse risuscitato dalla sua condizione di fogna a cielo aperto per ritornare ad essere uno stupendo lago, panoramicissimo, vicino alla città e contornato dal percorso ciclabile
chiuso più lungo d’Italia.
Mi chiedevo perchè dovevamo rinunciare alla stupenda occasione di poter godere, appena fuori dalla porta di casa (e parlo in senso letterale), delle bellezze della natura facendo un po’ di sano sport.
Ma poi sono stato illuminato: ha perfettamente ragione!
Perché condividere con tutti la bellezza di questo posto magari attrezzandolo con un minimo di strutture: 4 parcheggi, 2 barettini, 2 spiaggette, qualche cestino per la spazzatura e magari, sogno proibito, allargando il parco Zanzi ed eliminando quell’oscenità di parcheggio
sterrato ormai inutile?
Perché investire due eurini due per creare un ambiente ospitale, pulito, attrezzato, come per fanno in qualsiasi paese civilizzato (vedi Svizzera)?
Facciamo finta di niente, lasciamo tutto com’è, teniamocelo per noi il lago… io sono anni che ci faccio il bagno esattamente come faceva mio padre più di 50 anni fa e, sinceramente, quando in tarda estate durante la
mia pausa pranzo nuoto in mezzo al lago con il Campo dei Fiori da una parte ed il Rosa dall’altra penso che sia un privilegio vivere a Varese.



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