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Ospedale Del Ponte, la preparazione e l’umanità al servizio delle donne

ospedale filippo del ponte varese
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11 Marzo 2025

Egregio Direttore,
sono una donna di 37 anni, mamma di tre bimbi e risiedo in un capoluogo lombardo distante più di 2 ore da Varese.

Negli ultimi giorni del 2024, ho iniziato a non sentirmi bene, un mal di pancia diffuso sia nella parte bassa che alta nell’addome, non riuscivo a capire cos’avessi… quando la situazione è diventata ingestibile ed è comparsa una lieve febbre mi sono recata al pronto soccorso dell’ospedale della mia città.

Il primo esito nella tarda serata del 30/12 è stato corpo luteo all’ovaio sinistro, da monitorare con visita rifissata per il 02/01, mi dimettono dopo un antidolorifico in vena. Mi ripresento al pronto soccorso la notte stessa per forti dolori, ma il quadro clinico è invariato e torno a casa con la prescrizione di diversi antidolorifici e antipiretici che mi permettono di arrivare alla visita del 2 gennaio e di tenere a bada l’alta febbre. Durante la visita la diagnosi cambia e trovano che non ho un corpo luteo, ma una ciste di 8cm nell’ovaio sinistro, di dubbia natura e mi rimandano a casa prescrivendomi esami ematici con i marker per la ricerca dell’endometriosi.

Esco dall’ospedale confusa e dolorante con la sensazione di non poter aspettare il 07/01, prima data disponibile per gli esami del sangue.
Fortunatamente, parallelamente al percorso presso l’ospedale ho sentito il Dott. Ghezzi, mio ginecologo da qualche anno, che è riuscito a visitarmi presso il suo studio a Varese il 4 gennaio.

Esito: ciste emorragica, ricovero immediato, operazione urgente. Il quadro clinico al 6 gennaio, data in cui mi ha operata, dopo 48 ore di forte terapia antibiotica, non era dei migliori, l’operazione non facile… ero ormai in peritonite e il rischio setticemia vicino. Si è resa necessaria l’asportazione sia dell’ovaio sinistro che delle tube perché l’infezione era ormai diffusa.

Le parole non bastano per esprimere la mia riconoscenza nei confronti del Dottor Ghezzi, medico e persona rara, che mi aveva già seguita in modo eccezionale sia per l’asportazione di un mioma sia per la gravidanza gemellare dei miei due bimbi, nati con parto naturale presso l’Ospedale del Ponte a marzo 2024.
Sapere di avere lui come riferimento è per me, in quanto donna, fonte di una grande serenità.

Un grazie anche a tutto il reparto da lui gestito, che considero una realtà unica e d’esempio per tutta la sanità italiana, sia dal punto di vista di preparazione medica che dal punto di vista umano.
Un caro saluto,

Lettera firmata

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