Montezemolo: «Se avessimo studiato di più, la Ferrari avrebbe vinto il mondiale»

Il Presidente di Confindustria incanta la platea di giovani parlando di sport, politica, istruzione ed economia. Molti gli applausi anche quando attacca il sistema scuola

«Vi faccio una promessa: il prossimo anno la Ferrari vincerà» Un boato come il teatro Apollonio è poco abituato a sentire si è levato dalla platea dei giovani studenti intervenuti per "orientarsi" in vista del domani.
Il Presidente di Confindustria, patron della Ferrari e della Fiat Luca Cordero di Montezemolo ha conquistato mescolando serio e faceto, verità e fantasie, concetti e suggerimenti.
Lo ha fatto parlando a braccio per oltre tre quaranta minuti ( Penso di tenervi qui sino alle 4 di questo pomeriggio… distribuiremo panini e coca cola…) spaziando dalla politica, all’economia, dalla formazione allo sport.

Tutto il discorso, comunque, era incentrato sul futuro, sulle grandi sfide che aspettano il paese, sulla necessità che ci si rimbocchi le maniche e si ricominci a credere e a costruire: «La ripresa economica non dipende dalla politica. Ma dal coraggio e dall’intraprendenza di tanti imprenditori. Nel 1991 la Ferrari era in cassa integrazione, non vinceva da anni. Era chiaro che qualcosa non andava: abbiamo studiato e analizzato, chiamato esperti dall’estero perchè venissero a confrontarsi e a preparare i nostri tecnici, abbiamo lavorato sodo finchè abbiamo ritrovato la via. Ma studiare, innovarsi, cambiare sono strategie fondamentali anche oggi. Pensate: se avessimo escogitato il modo per evitare quell’ultima foratura oggi il mondiale avrebbe un altro vincitore».

Il nostro paese si trova in fondo alle classifiche internazionali ed europee in molti settori: dalla ricerca, all’innovazione, al turismo. Ma perchè non si può credere nel ribaltamento della situazione: «Un tempo il nostro paese attirava milioni di turisti. Cos’è cambiato? Ischia, Capri, Taormina sono ancora lì. Allora, vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa, che non ci siamo impegnati. Perchè siamo ultimi in tanti settori, quando siamo i "campioni del mondo"?»

Parole che suonano come sferzate tangibili alla platea che non lesina applausi: «Dobbiamo pensare insieme al futuro. I giovani hanno bisogno delle imprese che hanno bisogno dei giovani»
«Dobbiamo tornare a darci degli obiettivi, dei sogni. Dobbiamo crederci e, soprattutto, riconoscere il valore e il merito».
E qui parte una stoccata al sistema scolastico italiano: troppo rigido, dove si avanza per anzianità, con un corpo docente sempre più anziano, soprattutto nel mondo accademico.

«Questo paese ha bisogno di una scossa. Bisogna rivoluzionare i criteri di valutazione. Le imprese hanno un giudice implacabile: il mercato. Anche voi studenti avete il diritto di avere formatori che abbiamo entusiasmo, passione, che credono in quello che fanno. Il paese si sta rendendo conto che il futuro passa dalla scuola: quando il Goverbatore della Banca d’Italia chiede "formazione, formazione, formazione", vuol dire che è ora di puntare seriamente sul mondo dell’istruzione. E sulla tecnologia: oggi solo l’11% del nostro export è legato all’alta tecnologia».

«Il futuro parla il linguaggio della tecnologia, un linguaggio internazionale. I ragazzi devono essere stimolati ad andare in giro per il mondo, ad uscire dalla famiglia, a conoscere. Il segreto è essere curiosi, voler sapere, conoscere, andare oltre».

Luca Cordero di Montezemolo ci crede veramente e trascina la platea che sottolinea più volte le sue affermazioni: anche l’idea di incentivare economicamente i giovani a lasciare il nido materno viene accolta da un’ovazione. Per la buona pace del popolo dei "mammoni".

In platea ad ascoltare il presidente di Confindustria c’era anche la senatrice maria Pellegatta,vicepresidente della commissione scuola al Senato ( ascolta l’audio)

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Pubblicato il 17 Novembre 2006
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