Elena, la prima varesina volontaria in Europa
La venticinquenne di Gavirate è decollata per il Portogallo: si occuperà di un progetto di educazione e sviluppo nell'ambito del Servizio Volontario Europeo
Finalmente la prima ragazza varesina ha rotto il ghiaccio con il servizio volontario europeo ed è partita: si tratta di Elena Calatti, venticinquenne di Gavirate che ha fatto i bagagli ed è volata in Portogallo all’inizio di ottobre: la sua partenza è stata resa possibile grazie alla attività messa in campo dal Cesvov nell’ambito dell’area “Sve”, attivata sia per favorire l’arrivo di giovani volontari da altri Paesi europei, che per rendere possibile la partenza di giovani italiani.
«A parlarmi del Servizio Volontario Europeo – ha raccontato prima di partire – è stata una mia amica che era interessata ma poi non è partita. Ed ora eccomi qua». Elena ha una laurea triennale in scienze dell’educazione, ma non ha ancora un lavoro: «Spero che in qualche modo questa esperienza possa essermi utile per il mio futuro – dice -, ma ancora ho veramente le idee poco chiare su quello che mi troverò a fare». L’associazione presso la quale Elena è ospitata si chiama “Adc Moura” e si occupa dello sviluppo della città di Moura e delle aree rurali. «Il mio progetto – dice Elena – è attinente all’ambiente, alla sua difesa e alla divulgazione e sensibilizzazione ai temi ambientali presso le scuole».
Un ambito, quello educativo nel quale Elena potrà mettere alla prove le sue conoscenze e competenze: «Individuare il progetto – spiega ancora Elena – non è stato difficile, così come non mi sono assolutamente sentita in difficoltà per la gestione degli aspetti organizzativi e burocratici». I maggiori timori? «Forse sono quelli legati alla conoscenza delle lingue straniere: con l’inglese, infatti, me la cavo così e così avendolo studiato a scuola ed avendo frequentato il liceo artistico». Ma nonostante tutto la voglia di partire è molta ed Elena ha anche imparato qualche vocabolo di sopravvivenza in portoghese. Niente paura, invece, per la lontananza da mamma e papà, per sfatare il mito che vuole i giovani italiani più mammoni che mai: «La lontananza da casa non sarà un problema – dice – ho già fatto questa esperienza quando studiavo. Certo, la distanza sarà molta, ma mamma e papà se la cavano bene con internet e potremo comunicare con la posta elettronica». Il suo progetto la terrà fuori casa per 11 mesi e la sua promessa è quella di tenere un diario di bordo per raccogliere esperienze e impressioni della sua avventura con il Servizio Volontario Europeo.
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