Frontiere chiuse per cercare l’arsenale militare rubato
Lunghe vode ai valichi a causa della scelta delle autorità elvetiche di chiudere le dogane per fermare i ladri
Un’ottantina di fucili, pistole e munizioni. E’ questo il bottino sottratto dagli arsenali dell’esercito elvetico a Marly nel cantone svizzero di Friburgo che nel pomeriggio di ieri, 26 settembre, ha causato la chiusura di alcuni valichi tra Italia e Svizzera.
Il furto risale allo scorso 18 settembre. Nelle ultime ore, l’attività degli inquirenti ha permesso di stringere il cerchio attorno ai fuggitivi. Due cittadini turchi sono stati fermati a Brogeda con l’accusa di aver preso parte al furto. Il fermo ha provocato il blocco delle attività di frontiera creando disagi per quanti, tra i frontalieri, stavano facendo ritorno nelle proprie abitazioni. L’ordine di chiusura diramato dalla polizia svizzera è arrivato attorno alle 18; la riapertura dei valichi è stata decisa per le 22.
Dopo alcune verifiche, però, i due fermati sono stati lasciati andare perchè del tutto estranei al fatto. Il capo dell’informazione alla Giustizia militare Martin Immenhauser ha puntualizzato oggi che una sola persona era sospettata nell’ambito di questa inchiesta, ma è stata poi rilasciata perchè nessun indizio di colpevolezza è emerso durante l’interrogatorio.
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