“Era necessario abbattere venti antichi alberi?”
Intervento di Pierluigi Galli, Ds di Gallarate, sul taglio di alcune piante in via Vespucci
Riceviamo e pubblichiamo
Al rientro dalle vacanze scopro, con grande sorpresa, il passaggio in città del drammatico nubifragio – purtroppo inevitabile – ma anche il passaggio, forse evitabile, del ben noto cavaliere della motosega (alias assessore ai lavori pubblici e all’ambiente??) che quando vede un albero si innervosisce.
Questa volta le conseguenze in via Vespucci sono particolarmente tristi, con l’abbattimento di almeno venti antichi alberi e la deturpazione di uno dei più importanti viali di accesso della città.
Scopo dell’improvvida iniziativa l’allargamento della strada in funzione del nuovo centro commerciale in fase di completamento (penultimo, in attesa dell’altro a 500 metri di distanza) .
Si pongono quindi alcuni interrogativi in attesa di chiarimenti nelle opportune sedi.
Era necessario un intervento così drastico?
Chi e quando ha redatto il piano viabilistico dell’ area interessata senza darne comunicazione nella commissione consiliare competente?
Quali sono i costi dell’intervento (a parte quelli ambientali) e a carico di chi, dato che il tutto è in funzione del mega centro commerciale ex Borgomaneri?
Per quale motivo la commissione lavori pubblici e i consigli di circoscrizione interessati non sono stati informati, data la rilevanza e il “peso”dell’opera?
Si parla ora dell’abbattimento dei tigli nell’area dell’oratorio in centro per fare posto al nuovo parcheggio e la motosega viene oliata, in attesa di passare alla piazza Risorgimento, di cui è previsto il disboscamento per un nuovo e non ancora ben definito piano viabilistico del comparto.
Come volevasi dimostrare la mancanza di un organico piano urbano del traffico,volutamente disatteso negli ultimi otto anni, comincia a produrre i suoi effetti con danni che , a differenza di quelli provocati dai nubifragi estivi, resteranno per sempre.
Il tutto con buona pace di chi considera il verde secolare un patrimonio da tutelare perché,tra l’altro, costituisce il biglietto da visita delle città e si sa che la prima impressione è quelle che conta.
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