Tutti per uno, uno per tutti: Mariani e l’Unione alla prova del voto
Quattro le liste che appoggeranno Valerio Mariani: Ulivo, Rifondazione Comunista, Insieme per Busto, Verdi. Il candidato sindaco: "Il centrodestra ha paura"
Un incontro per rimarcare lo spirito unitario da cui sono nati il programma e la candidatura di Valerio Mariani (foto): questo il senso della presentazione congiunta delle quattro liste dell’Unione (Ulivo, insieme per Busto, verdi, Rifondazione Comunista) tenutasi domenica pomeriggio presso il Giardino Quadrato del Museo del Tessile.
La sala si è riempita di candidati consiglieri per un incontro che voleva essere festoso e lieve (con tanto di brindisi finale), ma soprattutto occasione per "fare salotto" e rinsaldare i vincoli in vista della prova elettorale. Maurizio Maggioni, segretario cittadino DS e unico esponente partitico non in lista a prendere la parola, ha sottolineato l’unità del centrosinistra, contrapponendola polemicamente alle divisioni di un centrodestra "che litiga, che ha distrutto la proposta comune della Casa delle Libertà fino alla dissoluzione del Consiglio comunale, e che ora si ripresenta, evidentemente ignaro delle proprie responsabilità".
La presentazione delle liste è toccata ai rispettivi capolista; Antonello Corrado ha presentato quella di Rifondazione Comunista, in cui sono inclusi alcuni indipendenti (senza tessera) espressione del mondo del volontariato. "Dobbiamo dare corpo al sogno di vincere" ha dichiarato l’ex consigliere comunista. Per i Verdi una lista integralmente composta di persone attive a vario titolo nel mondo dell’ambientalismo, a partire dal numero due Andrea Barcucci, presidente di Legambiente Busto, è stata presentata dal giovane capolista Andrea Damin. Angelo Verga ha invece presentato Insieme Per Busto, lista composita, nata per non disperdere voti, e in cui confluiscono Pensionati, socialisti, i dipietristi dell’Italia dei Valori e i Comunisti Italiani. Al suo interno, curiosità, la presenza di quattro componenti della stessa famiglia, i De Stefano, Aldo, Antonio, Giuseppe e Ottavio.
Alberto Grandi, candidato sindaco nelle elezioni del 2002 e oggi capolista dell’Uliva, ha presentato il "listone" ulivista che comprende non solo esponenti di DS e Margherita, ma vari indipendenti espressione del volontariato. "Una lista in cui prevalgono i giovani, aperta alla società civile, perchè l’Ulivo è molto più della somma di due partiti": questa la visione da cui è nata l’aggregazione, che si richiama al progetto del costituendo Partito Democratico.
Il candidato sindaco Valerio Mariani, emozionato, ha ricordato i valori centrali del programma dell’Unione: persona, ambiente, territorio. In tema sociale, lotta alle povertà vecchie e nuove, ancoramento ai valori della famiglia ma senza rinnegare l’emergere di novità sociali – come dimostra la disponibilità al riconoscimento delle coppie di fatto e dei Pacs esplicitamente dichiarata da Mariani – candidato di salda estrazione cattolica, come ha tenuto a sottolineare. In materia di ambiente: Agenda21, il progetto dell’"antenna ambientale" imprese-ricerca, il sogno di un grande centro di ricerca sulle energie alternative in collaborazione con le università. E per quanto attiene al governo del territorio, un piano delle antenne per mettere ordine nella giungla della telefonia e dare risposte alle preoccupazioni della gente, e un piano generale della mobilità e del trasporto pubblico ("non quello voluto dal centrdestra, che è nato vecchio"). Proprio sul trasporto pubblico Mariani ha ricordato che si rischia un drastico aumento delle tariffe, in base a disposizioni regionali.
E come aveva avuto parole di condanna per il centrodestra ("tredici anni di stagnazione, per la città solo qualche ritocco estetico e l’abbandono totale di ogni politica di governo del territorio") così Mariani fustiga Luigi Rosa, "diventato sindaco per un patto tra Bossi e Berlusconi, senza sapere cosa fosse essere sindaco a Busto: oggi eccolo lamentarsi delle liste civetta messe in piedi dai suoi ex alleati". Per il candidato sindaco dell’Unione "il centrodestra ha paura, le liste civetta ne sono un sintomo. Per noi è il momento, invece, di avere sangue freddo: i cittadini ci chiameranno a governare, dobbiamo essere pronti a questa prova".
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