“Libera nos a malo” il capolavoro di Luigi Meneghello
Un libro straordinario che è ormai diventato un classico della letteratura contemporanea
Questo libro straordinario, entusiasticamente ammirato fra i lettori più accorti fin dalla sua comparsa nel 1963, è ormai diventato un classico della letteratura contemporanea. E’ la presentazione della vita e della cultura di Malo, un paese della provincia vicentina, negli anni Venti e Trenta, ricreata, con un misto di nostalgia affettuosa, di distacco ironico, e di rigorosa intelligenza, dall’autore ormai adulto, che ha sovrapposto alla sua forinazione dialettale l’esperienza degli studi ("assurdamente brillanti") a Vicenza e a Padova, ed ha poi assimilato la cultura inglese, durante gli anni di insegnamento all’Università di Reading.
Attraverso il microcosmo di Malo (e di una infinità di personaggi e di episodi, presentati con una nitidezza e brillantezza di colori che li rende più veri del vero) viene fissata e trasmessa compiutamente al futuro la vicenda di tutta la nostra società, nel breve periodo in cui passa da una statica e secolare civiltà contadina alle forme più avanzate della modernità; la vicenda addirittura di tutto il nostro mondo con le drammatiche fratture che hanno segnato la sua precipitosa evoluzione. Ma è nella scrittura che risiede il fascino più profondo dei libro. Il suo linguaggio riassorbe in sé le linfe vitali del dialetto, la forza dell’italiano popolare, le ricche vene sotterranee degli stilemi di autori particolarmente amati, e si presenta come un idioma al tempo stesso originalissimo e fluente con i ritmi e le cadenze della più pura prosa letteraria italiana. La serietà e l’impegno espressivo si accompagnano all’ironia e al gusto del comico. Attraversando quest’opera, pure intrisa di malinconia, perché l’emergere del nuovo comporta la fine, anche drammatica, dell’antico, il lettore si sorprende spesso a sorridere e a ridere, e al termine del suo viaggio si trova ad aver compiuto un’esperienza vivificante, esilarante, ed indimenticabile.
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