Rogo alla Bio srl, svolta nelle indagini
Trovati a casa di un giovane della zona gli oggetti spariti dalla fabbrica il giorno dell'incendio. Il ragazzo è un ex dipendente dell'impianto
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Colpo di scena nelle indagini sul rogo che il 12 agosto devastò gli uffici della Bio srl, l’impianto di compostaggio di Ferrera. A casa di un giovane ventunenne della zona sono stati ritrovati il computer e gli altri oggetti spariti dalla fabbrica la sera dell’incendio. I Carabinieri di Cuvio, Luino e Lavena Ponte Tresa hanno condotto delle indagini serrate, concentrandosi sulla zona adiacente l’impianto. Fin dall’inizio le forze dell’ordine sono state convinte che si trattasse di un incendio doloso, e che le responsabilità non andassero cercate troppo lontano. E di fatti i primi risultati sono emersi seguendo una pista molto vicina non solo al paese, ma alla fabbrica stessa. Clamorosamente, il ragazzo trovato in possesso del materiale rubato e presunto autore del rogo, è un ex dipendente dell’impianto di compostaggio. Avvertito in mattinata dai Carabinieri, il direttore della Bio Luciano Allievi inizialmente non voleva credere alla notizia: «Pensavo che le responsabilità andassero cercate altrove, non avrei mai pensato uno scenario simile. Ringrazio le forze dell’ordine per la comprensione umana e la professionalità che hanno dimostrato, in pochi giorni sono risaliti all’autore di questo grave atto intimidatorio». Intanto le indagini continuano. I Carabinieri sono alla ricerca di eventuali complici del giovane e, soprattutto, di un possibile mandante. Secondo gli inquirenti infatti è difficile che si tratti di un gesto folle dettato dal rancore, magari da un vecchio torto subito. Non è dunque da escludere la pista di una più ampia regia alle spalle del ragazzo. |
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