Appelli pacifisti contro “Avventure in divisa”
E' iniziato oggi il campo estivo per adolescenti alla caserma dell'aeronautica. Medici senza frontiere disertano. Protesta di alcuni insegnanti
| Non si presenteranno in caserma armati di fiori, anche perché dall’altra parte non ci saranno cannoni a sparare. E’ una polemica tutta simbolica, quella che investe "Avventure in divisa", campo estivo per adolescenti, contestato da associazioni e partiti, che si svolge nella caserma dell’aeronautica. Patrocinato dagli assessorato sport e cultura del Comune, "Avventure in divisa" propone due settimane di sport, simulazioni di pronto intervento e testimonianze. Ma il luogo, il volantino, e l’aria della caserma non piacciono per nulla a una parte di città. Un primo appello di netta condanna dell’iniziativa era stato diffuso all’inizio di giugno da Rifondazione Comunista. A questo si è aggiunto un documento stilato da Acli, Legambiente, Associazione carcerati e famiglie, Cooperativa sociale Il Loto, Pianeta terra, Gallarate Social Forum, Manitese, Cub e Comunisti Italiani. Secondo queste realtà il comune dovrebbe dedicarsi alla promozione di altri valori (convivenza civile, tolleranza) invece di incentivare iniziative che mettano in primo piano «la logica della forza e del predominio». Non solo. Il volantino, intitolato polemicamente "…bambini in divisa militare, non è la Cina è Gallarate!" invita apertamente i genitori a boicottare il campo estivo. L’associazione "Medici senza frontiere" ha probabilmente fatto proprie queste ragioni, dato che ha ritirato nei giorni scorsi la propria partecipazione. A rincarare la dose è venuta una nuova lettera di condanna firmata da venti insegnanti del Gallaratese. «Vogliamo in primo luogo esprimere l’immediato sconcerto – scrivono – suscitato dal vedere indirizzato a degli adolescenti un volantino pubblicitario illustrato da un cacciabombardiere armato di micidiali missili, cioè da un’arma di offesa per eccellenza. Non vorremmo dover pensare – concludono polemicamente – che l’indebita confusione di ruoli che pretende di trasformare l’Esercito in una agenzia educativa sia frutto non già di superficialità, ma di una concezione autoritaria e poco democratica della società». |
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