Protesta mense, Selvagio: «E’ una rivolta spontanea dei genitori»
L'aumento del buono pasto e le accuse incrociate tra maggioranza e opposizione. «Non abbiamo strumentalizzato»
| «Ma quale strumentalizzazione, la verità è che i genitori sono arrabbiati per l’aumento delle tariffe e il comune ha paura di loro». Sono parole di Gianfranco Selvagio, consigliere comunale della Margherita. Dopo le accuse al centrosinistra dell’assessore alla pubblica istruzione Ivan Vecchio, in molti, nello schieramento di opposizione, hanno sentito il bisogno di chiarire il rapporto tra la protesta nelle scuole cittadine e la politica. Il centrosinistra ha scelto di non fare un’uscita ufficiale. Nessun comunicato stampa dei gruppi consiliari, piuttosto uno sfogo da parte di Selvagio, che fin dall’inizio della vicenda era stato contattato da alcuni genitori delle scuole: «Le accuse di Vecchio sono ingiuste – racconta – la protesta è davvero dei genitori e noi non abbiamo cavalcato proprio nulla. Qui ci troviamo di fronte a una protesta della gente, tanto è vero che la petizione è stata preparata spontaneamente da un gruppo di famiglie e ha il solo scopo di sondare la disponibilità dei tutti i genitori delle scuole a partecipare allo sciopero della mensa del 21 maggio. Io, come altri consiglieri, mi sono volutamente tenuto fuori, facendo la battaglia solo in consiglio comunale. Abbiamo infatti chiesto la convocazione di una commissione pubblica istruzione per l’inizio della settimana prossima, dove porteremo le nostre critiche per l’aumento delle tariffe». L’interesse verso la protesta sta comunque montando. Oramai tutti genitori delle scuole della città ne sono stati informati, anche se è difficile valutare quale tipo di adesione potrà avere. In alcune scuola, come a Cedrate, i genitori si sono rivolti alle maestre e ai dirigenti, per chiedere che venga garantita la sorveglianza anche ai bambini che si presenteranno a scuola con la colazione al sacco. Da quanto si è appreso fino a questo momento, gli organizzatori, che non si sono però ancora dati una rappresentanza ufficiale, ribadiscono le loro motivazioni: troppe famiglie passerebbero in quarta fascia, e non hanno redditi così alti come sostiene invece l’amministrazione comunale. |
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