Omicidio Mariangela, interrogati i due accusati
Andrea Volpe ed Elisabetta Ballarin continuano a sostenere la tesi dello sparo accidentale
Ha solo assistito al delitto, e di quello che è successo dopo non ricorda nulla. Sono le prime parole di Elisabetta Ballarin, interrogata oggi in carcere dal gip del tribunale di Busto Arsizio. La ragazza, 18 anni, non aveva più detto nulla, da quella notte tra il 23 e 24 febbraio, quando nella villa di Golasecca è partito il colpo di pistola che ha ucciso Mariangela Pezzotta.
Secondo la versione fornita dalla ragazza, Mariangela ha raggiunto la casa di via Colombo verso mezzanotte. Mentre la Ballarin era impegnata a versare del vino per tutti, sarebbe scoppiata una lite tra Andrea Volpe e Mariangela, un litigio legato alla loro passata relazione. Un colpo sarebbe partito dalla calibro 38, di proprietà del padre della Ballarin, con cui Volpe stava giocherellando.
Elisabetta ha poi detto di non ricordare quasi nulla dei momenti successivi legati al tentativo di seppellire il cadavere nella serra della villetta, perché si trovava sotto l’effetto di stupefacenti.
Il suo avvocato difensore ha chiesto gli arresti domiciliari.
La versione di Elisabetta Ballarin è simile a quella di Andrea Volpe. Avrebbe ammesso di aver giocherellato con la pistola e parlato di fatto accidentale: «Andrea non ricorda molto della lite – dice il suo avvocato Giovanna Menichino – è stata una questione di attimi, ha un buco nero sul momento dello sparo, ma parrebbe essere stato un incidente».
I due accusati respingono le accuse di premeditazione: «E’ stato Andrea a telefonare a Mariangela – racconta l’avvocato – ma solo perché voleva le immagini girate a un concerto del suo gruppo, per inserirle nel loro sito Internet».
Giovedì pomeriggio si svolgeranno i funerali di Mariangela Pezzotta nella chiesa di Somma Lombardo. L’autopsia confermerebbe la morte per uno sparo al volto.
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