Sale slot, Cassano prepara il regolamento «restrittivo»
Nella cittadina ci sono una sessantina di "macchinette", il sindaco vorrebbe introdurre limitazioni sugli orari. Ci si muove su un filo di lana, tra tentativo di limitazione del gioco patologico e diritto al libero commercio
Per evitare che le slot machines si diffondano ancora di più, Cassano Magnago è pronta a muoversi con un nuovo regolamento restrittivo. «Regione Lombardia con la legge 8 ha già introdotto vincoli di distanza, 500 metri, da luoghi sensibili come sono scuole, oratori, luoghi di culto, comunità, centri diurni per disabili» premette il sindaco Nicola Poliseno. «Noi stiamo mettendo a punto un regolamento molto restrittivo sugli orari di apertura, nei limiti concessi dalle norme sul libero commercio, che è un "campo minato"». Introdurre limitazioni espone sempre le amministrazioni comunali a possibili ricorsi da parte di chi – gli imprenditori delle slot – ha comunque diritto nel nostro ordinamento a fare business e spesso si muove giocando d’anticipo, per esempio passando prima dalla Questura (che applica solo valutazioni tecniche) che dai Comuni (che invece fanno valutazioni anche politico-sociali): è successo per esempio in diversi casi a Gallarate.
«A Cassano abbiamo già una sessantina di "macchinette", il nostro obbiettivo resta comunque: nessuna macchinetta in più nella nostra città»
A Cassano il passo successivo, poi, è «l’appoggio alle realtà commerciali che non installano macchinette», anche in collaborazione con l’Associazione Nuove Dipendenze, che ha già sperimentato questa soluzione in altri Comuni. Tra i primi ad avviare un percorso simile ci fu Casorate Sempione, ma ci hanno provato anche altri Comuni: Castellanza per esempio ha introdotto un marchio (nella foto, in un locale vicino all’Università Liuc) che premia i locali no slot, come riposta al proliferare di sale per il gioco d’azzardo sulla Statale Saronnese.
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