Eravamo quaranta milioni
2 Febbraio 2016
Due/duecento/duemila/due milioni. Ma che significa questa gara dei numeri per cui stiamo a chiederci quanti fossimo sabato a Roma? Secondo noi eravamo invece quaranta milioni, come minimo, a pensarla così, cioè a credere che un bambino nasce da un papà e da una mamma, che ha bisogno di crescere in un nucleo familiare formato da due persone che si completano perché diverse.
Devono essere stati almeno quaranta milioni, a credere che è vera questa notizia, altrimenti abbiamo perso la ragione, le foglie non sono più verdi d’estate ( come dice un grande) e il mare non è più azzurro ecc. cioè non siamo più sicuri di niente.
A Roma invece ci siamo ritrovati tutti amici perché uniti dalla verità, non quella di Gesù o di Maometto, ma quella dell’uomo, che crede che una donna vada guardata con il rispetto dell’alleanza per il futuro del mondo. L’uomo che guarda ad una donna non come un contenitore da svuotare poi, dietro pagamento, per privarlo di qualcosa che non ha prezzo. L’uomo che considera ogni vita un bene incommensurabile. L’uomo, non l’omuncolo che racconta che mamma e papà sono convenzioni, parole svuotate di senso, e che famiglia può essere tutto ciò che ci piace, basta che ci si voglia bene…
Ma ci sono ancora gli uomini? Quelli ai quali le donne guardano come ad un esempio di razionalità, di forza interiore, di generosità? O siamo tutti impazziti?
Eravamo almeno quaranta milioni, sabato, alcuni, radunati a Roma, tutti gli altri a casa, davanti alla televisione, forse con il volume basso, per evitare di sentire i commenti che stridevano con la realtà delle immagini: la gioia, l’emozione, la semplicità dei cuori. Famiglie, bambini piccoli, piccolissimi, ignari certo ma privilegiati perché dentro una storia vera.
Il Family Day contro qualcuno? O piuttosto per qualcosa? Chi di noi era a Roma non ha sentito un solo slogan, una sola affermazione ostile o aggressiva. Chi di noi era a Roma ha cantato, gioito, vissuto un’emozione indescrivibile.
Noi eravamo lì, siamo partiti all’alba da tutta la provincia di Varese, chi in macchina, chi in Pullman, chi in treno in piu di 300 varesini al Circo Massimo, in nome di quaranta milioni almeno di persone di buon senso.
Basteranno quaranta milioni per ricondurre alla ragione un manipolo di potenti?
Per il Comitato Difendiamo i Nostri Figli Varese
Le referenti
Vittoria Criscuolo
Cinzia Tartraia
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Domenica scorsa ho assistito ad una scena che rasenta la follia….una signora di fronte a sua figlia, alcuni amici ed in compagnia di un cane ha esclamato: “ecco il mio bambino, ormai fa parte della nostra famiglia”.
Ecco, di fronte a questa aberrazione nessuno si è scandalizzato come di fronte alla sacrosanta richiesta di essere umani che chiedono di avere gli stessi diritti civili.
La presunzione di essere sempre e comunque nel giusto di solito appartiene ai più intellettualmente violenti, fondamentalmente intolleranti. Mi viene da dire come la persona di questa lettera.
Interessante il fatto che la balla dei due milioni adesso sia giocata in termini difensivi: se non contava il numero non si poteva ammettere subito di essere 50.000 al massimo? il resto sono luoghi comuni e pregiudizi. Siamo 60 milioni a volere il meglio per ciascuna famiglia, ce ne sono 50 o 100 mila che invece credono di difendersi togliendo diritti agli altri, sulla base di pregiudizi e superstizioni che non elenco, tanto sono tutte presenti in questa lettera