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Il “figlio” di Nichi Vendola

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Il “figlio” di Nichi Vendola
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29 Febbraio 2016

Egregio direttore,

commissionare, vendere e comprare i bambini è un atto di compravendita di un essere umano, che corrisponde organicamente alla integrale sussunzione della vita da parte del valore di scambio. Chi, come Nichi Vendola, leader di un raggruppamento politico denominato Sel e governatore della regione Puglia, lo giustifica con “l’amore”, aggiunge all’infamia l’ipocrisia, e così non si fa mancare niente.

A chi la accetta o la caldeggia, come ad esempio il filosofo Remo Bodei, che personalmente ho ascoltato mentre nella trasmissione “Uomini e profeti”, andata in onda su Radiotre il 16 gennaio scorso, affermava quanto segue: «La maternità surrogata, anche a pagamento,va bene…se c’è amore…», auguro di tutto cuore che una donna a lui cara – figlia, sorella, moglie, amante, amica – intraprenda al più presto questa remunerativa, benemerita e altruistica attività. Naturalmente con amore, ci mancherebbe.

Eros Barone

Commenti

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  1. Avatar
    Scritto da Gelo

    Ottima analisi, professore!
    Aggiungo solo che è opportuno passare dall’inglese stepchild adoption, ora di moda, al vecchio latino e definirla lex ad personam.
    Esattamente come si usava qualche anno fa.

  2. mauro_sabbadini
    Scritto da mauro_sabbadini

    Meraviglio il commento del signor Gelo: quel che ha fatto Vendola è successo senza la legge Cirinnà e senza la “stepchild adoption”, quindi letteralmente dimostra che le due cose non c’entrano nulla, ma lui ci vede l’esatto contrario. Forse occorre una legge sulla lettura attenta dei testi. Quanto all’enciclica di Barone: opinione sua, che ovviamente presuppone ciò che assolutamente non sa ed emette la sua fatwa di conseguenza. Io spero solo che il bambino cresca felice e che non gli venga la zeppola ;-)

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